Recensione della terza stagione di The Crown

Buongiorno lettori. Oggi vi propongo la recensione della terza stagione di The Crown. E’ vero, è passato un po’ dall’uscita, ma è il primo momento utile per me di fare mente locale e riordinare le idee su una serie che continua a impressionarmi.

Lo show Netflix dedicato alla Regina Elisabetta è stato, negli ultimi anni, un emblema di come è cambiata la serialità televisiva e di come si sia passati dalla “comfort television” a una televisione-opera d’arte.

Questa terza stagione di The Crown continua a mantenere i pregi delle passate e si rivela uno show da seguire con la massima attenzione.

Devo ammettere che, almeno nella prima parte di stagione, mi sono annoiato più volte. La serie ha assunti dei tratti quasi documentaristici e la narrazione storica ha, per qualche puntata, soverchiato gli aspetti più romanzati. Un bene per gli appassionati di storia (anche se le inesattezze sono molteplici) e un male per gli appassionati di intrattenimento.

Ribadisco, però, che la serie ha mantenuto alto il livello di produzione. Olivia Colman è una erede più che degna di Claire Foy (anche se le due non si assomigliano quasi per nulla) e Helena Bonham Carter nel ruolo di Margaret, ovviamente, ruba la scena nei momenti che le sono concessi.

Al cast stellare si aggiunga la fotografia e i costumi sempre curati per uno spettacolo che trasuda “regalità” in ogni suo aspetto.

A convincermi maggiormente, in questa stagione, sono stati – ancora una volta – i momenti legati ai personaggi di supporto. In particolar modo gli episodi dedicati a Margaret e al principe Carlo (Joshn O’Connor).

La puntata dedicata al divorzio della principessa Margaret dipinge ancora una volta il ritratto di una principessa che voleva diventare regina e che non si è mai sentita trattata nel modo che avrebbe meritato. Un matrimonio infelice e il ruolo di eterna seconda sono tematiche che convincono sempre e che danno la giusta umanità a questa serie. A questi argomenti si sono aggiunti quelli legati a un rapporto madre-figlio piuttosto freddo e frustrante. Carlo viene ritratto come un giovane di cuore, fatto a pezzi dalle logiche della corona (che gli impedisce di sposare Camilla) e dal burrascoso rapporto con una madre incapace di sentimentalismi.

Nonostante i momenti morti, dunque, mi sento di dire che anche questa stagione sia stata di altissimo livello e la consiglio vivamente.

7 pensieri riguardo “Recensione della terza stagione di The Crown

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