Recensione di “Dracula” – serie BBC/Netflix

Ok, finalmente l’ho vista e la posso recensire.

Sto parlando di “Dracula“, serie BBC/Netflix creata da Gatiss e Moffat (che ricordiamo anche per la serie Sherlock).

Lo show cerca di rivisitare il romanzo omonimo di Bram Stoker in chiave moderna, persino portando il personaggio del conte Dracula ai tempi moderni. Un esperimento che, in qualche modo, mi ha ricordato “Penny Dreadful”, che aveva già provato a immaginare i personaggi dei romanzi gotici dell’ottocento in contesti differenti, attribuendo a creazioni letterarie nuovi attributi e nuovi caratteri.

Qui, però, il tentativo di rivisitare il materiale di quello che è il romanzo gotico per eccellenza mi ha lasciato piuttosto deluso. Non che la serie sia brutta, ma non si può nemmeno parlare di un capolavoro.

Innanzitutto, sono tre episodi da un’ora e mezza in cui cambia il contesto ma mai il canovaccio.

SPOILER ALERT

Vediamo tre puntate in cui Dracula uccide praticamente ogni altro personaggio che incontra, rendendo abbastanza scontato lo sviluppo dei vari snodi narrativi.

A questo ci aggiungiamo un abuso degli stilemi tipici del vampirismo, col bacio del vampiro e con un uso smodato di sensualità (per quanto, a me, l’attore che interpreta Dracula, Claes Bang, non ispiri per nulla tutta questa carica erotica che gli si voleva attribuire).

L’inizio, però, è molto coinvolgente. Le atmosfere curate e la narrazione intrigante. Anche la scena del confronto fra la suora Van Helsing (Dolly Wells) e Dracula sul ciglio del monastero riesce a catturare l’attenzione dello spettatore. Un’attenzione che, però, poi porta a due successivi episodi molto al di sotto del primo.

Il secondo è una sorta di rivisitazione di “Assassinio sull’Orient Express” in chiave orrorifica. Potrebbe funzionare bene, ma alla fine la consapevolezza che moriranno tutti porta a smorzare l’entusiasmo per scoprire lo sviluppo della trama.

Il terzo episodio, invece, raggiunge dei livelli di televisione trash che poco hanno a che vedere con il primo della miniserie, che, invece, sembrava voler proporre un prodotto artisticamente curato. Tutta la storia di Lucy Westenra sembra una scopiazzatura di un qualche episodio di “Chilling Adventures of Sabrina”, con un pizzico di “Lucifer” per sviluppare il personaggio di Dracula. 

Insomma, darei un voto molto alto al primo episodio, una sufficienza al secondo episodio e un votaccio all’ultima puntata.

Nel complesso, la serie mi è sembrata subire di troppe influenze e non mi ha fatto ben comprendere quale fosse il proposito di Moffat e Gatiss. C’era poco di gotico e nessuna scena faceva davvero spaventare. Sembrava davvero che gli autori fossero indecisi fra il creare qualcosa di sperimentale e interessante e il trasformare Dracula nell’ennesima serie netflix spensierata e con poche pretese.

Alla fine credo che si siano avvicinati più alla seconda di queste due alternative. Dunque consiglio di vedere questa miniserie con poche aspettative. Intrattiene adeguatamente ma non incanta praticamente mai.

7 pensieri riguardo “Recensione di “Dracula” – serie BBC/Netflix

  1. A me è piaciuto molto, soprattutto la figura di Agatha l’ho trovata fantastica, ed ho apprezzato moltissimo certi piccoli particolari molto curati come la mosca che entra nell’occhio durante l’interrogatorio senza che lui se ne accorga, il che fa capire che è già morto.

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  2. Da quello che scrivi mi ricorda molto Sherlock. Pochi episodi ma lunghi, il tentativo di modernizzare un classico, e un tentativo non riuscito! Sherlock dopo una buona prima stagione è andato rapidamente verso il trash, con l’apice raggiunto nell’insensata quarta stagione. Questo Dracula sembra essere partito per la tangente addirittura prima!

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  3. Complimenti per questa recensione! Da fan del romanzo gotico e dei va,piri nelle varie sfaccettaure , etichette, mitizzazioni e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta….le aspettative di partenza erano per me decisamente alte. Ma dopo un esordio che mi ha molto ben predisposto, beh, un poco di amarezza e’ arrivata presto. In quanto a sensualita’ – almeno per come la intendo io – non la ho percepita ne’ dal lato maschile (Dracula) ne’ dal lato femminile (Lucy). Dracula di Bram Stoker non e’ mai “facile “da trasporre sul grande schermo. Pero’ resta un apprezzabile tentativo post moderno 🙂

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