Cronache di un vampiro Vincoli di sangue – Racconto Teaser

AVVISO: Venerdì e sabato sarà finalmente scaricabile online il mio nuovo romanzo dark fantasy sui vampiri. Per il momento vi anticipo qualcosa con questo piccolo racconto. Buona lettura!

Non sapeva come avrebbe potuto vivere senza di lei. Non sapeva se un’altra creatura eccezionale come lo era stata Edith sarebbe mai ricomparsa nella sua vita. Aveva aspettato secoli prima di incontrare lei e non credeva di essere così paziente da costringersi a una nuova interminabile attesa. Era così crudele la sua vita, così lunga e priva di significato.

Forse in quel momento di sofferenza avrebbe potuto ingannare se stesso, dirsi una di quelle tante banalità che alleviavano il dolore dei mortali. Sì, forse poteva essere stupido, imperfetto e banale come tutti gli altri. Avrebbe potuto dire che aveva amato e perso e che il tempo trascorso con Edith era stato comunque un tesoro, ma non riusciva ad accettare la realtà. Non riusciva ad accettare l’amarezza di quel momento e il fiele amaro dell’addio.

Aveva smesso di dare peso alla morte tanto tempo prima, aveva smesso di preoccuparsi. Gli uomini erano fugaci nella vita, come i lampi di gioia che avevano illuminato la sua immortalità. Ma i vampiri no. Era contro natura che un vampiro perisse, per di più per sua stessa mano.

Le lacrime gli rigavano il volto, scorrendogli fino al mento. Era assurdo. Non aveva mai pianto da quando era stato trasformato. Non credeva fosse capace di lacrime, ma forse era diventato solo incapace di provare sentimenti reali. Sì, Edith era stata la realtà: il ritorno alla realtà. Amarla era stato folle e fantastico. Era stata pura adrenalina. Lo aveva risvegliato da un sonno durato fin troppo.

Si guardò attorno. La stanza poco illuminata, il letto sfatto, il calice pieno di vino nero sullo scrittoio. Anche le pareti emanavano solitudine. La solitudine peggiore, quella della perdita.

Sì, perché a poter contare solo su te stesso ci fai l’abitudine, ad accettare la perdita no. Quando sfiori la felicità, perderla è il più grande dei dolori. Lei era stata la felicità, lei era stata il risveglio delle emozioni.

A rifletterci bene non sapeva cosa lo avesse attirato così tanto di Edith. Sapeva soltanto che gli era bastato uno sguardo per capirlo. Per capire che quella ragazza, sottile come un giunco e bianca come l’alabastro, aveva dentro un fuoco incandescente. Sì, Edith lo aveva riscaldato. Un’eternità di gelo era svanita sotto i colpi dell’amore di quella giovane donna, di quella che avrebbe dovuto essere la sua compagna nei secoli a venire.

E forse si sbagliava quando recriminava gli anni di amore. Quando pensava che forse non avrebbe mai dovuto sperimentare il calore dell’amore vero. Avere avuto accanto Edith per pochi anni era stata una ricchezza, un momento di requie in mezzo a secoli di oscurità e tormento.

Afferrò il calice. Il vino non lo avrebbe fatto ubriacare, purtroppo. Ma era meglio di niente. Beveva per il sapore, beveva per il gusto. Il gusto era tutto ciò che era rimasto in quel momento, tutto quello che gli sarebbe rimasto dentro ora che lei era scomparsa.

Ingollò il vino e gettò via il calice. Rabbiosamente. I vetri si frantumarono in ogni dove, ai piedi del letto persino.

Non se ne preoccupò. Avanzò lentamente e si lasciò andare all’indietro, gettandosi sul materasso soffice. Le lenzuola da tempo ormai avevano smarrito l’odore di lei. Da tempo ormai ogni cosa aveva iniziato a preannunciare quel momento. La separazione era incominciata prima della morte. Tutto era finito prima che lui se ne rendesse conto. Edith aveva deciso. Lei lo sapeva. Sapeva che lo avrebbe lasciato solo.

In quegli attimi riusciva soltanto a provare commiserazione per se stesso e rabbia, sì rabbia per la decisione di Edith. Noncurante del dolore in cui lo avrebbe fatto sprofondare, lo aveva abbandonato. Aveva abbandonato la sua vita, lasciandogli solo uno schifoso biglietto. E il peggio era che in quel biglietto non parlava nemmeno del loro amore, del tempo che avevano trascorso insieme. Gli chiedeva soltanto un favore.

Nel momento finale Edith aveva pensato a qualcuno, ma non a lui.

Odio. Sì, provava odio per questa mancanza, per quel gesto finale mai arrivato. Ora anche l’aria attorno a lui vibrava di un’elettricità fatta di rabbia e frustrazione. Non si sarebbe mai dimenticato quel momento, non si sarebbe mai dimenticato del giorno in cui era tornato a sentirsi fragile e sofferente come un umano qualsiasi.

Il dolore che era entrato in lui era più grande di ogni sentimento mai provato, soverchiante. Tutto il suo essere scompariva di fronte a quelle sensazioni che adesso gli pulsavano nella testa e dentro il cuore.

«Dannazione» disse. Nessuno era all’ascolto, ma non importava. «Dannazione, Edith.»

Ancora lacrime. L’universo stava implodendo in quella stanza nella penombra. No. Non era l’universo. Era la sua vita. La sua vita, senza Edith, non esisteva più.

Si rimise in piedi. Uno sguardo sadico dipinse il suo volto e un sorriso famelico luccicò nel buio. Non poteva rimanere fermo. Non poteva accettare la realtà e la debolezza. Lui era un predatore e quella sera avrebbe fatto l’unica cosa che lo avrebbe fatto stare meglio: avrebbe bevuto.

Quella sera il sangue avrebbe imbrattato le strade di Oxford.

Quella sera il suo cuore sarebbe affondato, ancora una volta, nelle tenebre. La caccia era cominciata.

7 pensieri riguardo “Cronache di un vampiro Vincoli di sangue – Racconto Teaser

  1. Bellissimo racconto! Sei stato in grado di far sentire con chiarezza l’amore del protagonista nei confronti di Edith e anche il dolore per la sua scomparsa.
    La conclusione del finale mi spinge a volerne sapere di più, quindi sono felice di poter riprendere l’atmosfera tra qualche giorno con il tuo libro 🙂

    Piace a 1 persona

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