Recensione de “La canzone di Achille” di Madeline Miller

Buongiorno e buon weekend, amici lettori!

Oggi torno sulle pagine del blog con una recensione librosa. Il libro che ho appena finito di leggere si intitola “La canzone di Achille”, scritto da Madeline Miller.

Si tratta di un’opera molto particolare. Una rielaborazione in chiave sentimentale del materiale epico. Al centro del libro, infatti, troviamo la storia d’amore fra Achille e Patroclo negli anni che precedono la guerra di Troia e anche durante il conflitto narrato nei poemi omerici.

Qui la trama completa del libro:

Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Devo ammettere di aver iniziato questa lettura perché su Instagram moltissime blogger che seguo avevano recensito il libro, con pareri tendenzialmente positivi. Oltretutto, l’idea di combinare una storia LGBT con il materiale epico mi sembrava molto intrigante, anche se non ero certo che il risultato finale sarebbe stato di mio gradimento.

Alla fine, devo ammettere di avere apprezzato molto il libro. Anche se non posso fare a meno di trovare alcuni difetti. Ma andiamo con ordine.

Cosa mi ha convinto?

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Mi piace lo stile della Miller. Quando le emozioni iniziano a fluire oltre le pagine, il suo stile rapido, sfuggente e allo stesso tempo poetico cattura il lettore. La seconda parte del libro è davvero eccellente. Con una narrazione che definirei quasi asciutta riesce a trasmettere tantissime emozioni. Sono i gesti dei personaggi e i dialoghi degli stessi a scolpire le atmosfere e le sensazioni, non la ricchezza o gli orpelli della scrittura.

La caratterizzazione di Patroclo – che è il narratore della storia – è davvero degna di nota. Il suo personaggio, nelle sue contraddizioni e nelle sue incertezze, è affascinante e ti spinge ad andare avanti, pagina dopo pagina.

La guerra troiana, inoltre, è un ottimo sfondo alla storia narrata. In alcuni momenti le vicende guerresche aggiungono davvero molto a una storia che rischierebbe di rallentare eccessivamente e permettono al lettore di immergersi in scenari che non avrebbe immaginato all’inizio del libro. Una varietà di emozioni e di scene che arricchiscono senza snaturare l’opera.

Ho amato anche la ferocia e la crudezza di alcune scene che, come ho già affermato, sono servite a rendere la lettura molto sfaccettata, piena di colori, atmosfere e sentimenti differenti. È stato un viaggio avventuroso e sentimentale che mi ha conquistato molto presto.

Cosa non mi ha convinto?

Il libro parte molto lento e soprattutto parte con uno stile smodatamente retorico.

Non ho apprezzato la descrizione della Miller delle scene erotiche. Mi sono sembrati esercizi di stile, infarciti di metafore e similitudini che hanno del tutto svuotato la carica erotica delle scene e reso stucchevole la narrazione.

Mi è sembrato come se all’autrice non interessasse esplorare le pulsioni tipiche dell’età adolescenziale e che abbia quasi forzato se stessa nelle pagine iniziali, dimostrando le sue qualità soltanto quando la storia non aveva più bisogno di sensualità ma soltanto di sentimenti.

Giudizio complessivo:

Nel complesso, non posso che ritenermi più che soddisfatto della lettura che, infatti, consiglio. La Miller si è rivelata molto abile nell’intessere e nel descrivere i sentimenti dei personaggi, sfruttando appieno un contesto e un materiale che hanno reso il suo libro certamente più intrigante.

Nel complesso, approfondire il rapporto fra Achille e Patroclo – così dibattuto da studiosi e appassionati di mitologia – si è rivelata un’operazione riuscita, garantendo un prodotto perfetto tanto per gli amanti della fiction quanto per gli amanti delle leggende e delle narrazioni epiche. 

Ritengo, inoltre, che sia una lettura che combina intrattenimento e cultura, fornendo anche a coloro che non hanno studiato i poemi omerici numerose informazioni su una storia affascinante che ha definito il gusto classico e lasciato tracce nella letteratura di tutti i secoli a venire.

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5 pensieri riguardo “Recensione de “La canzone di Achille” di Madeline Miller

  1. L’ho letto durante il periodo di quarantena, incuriosita da alcune liste che lo mettevano tra i libri da leggere assolutamente… e ne sono stata piacevolmente colpita. Di solito non amo i libri ambientati nel passato, ma questo mi ha coinvolta parecchio, e più che storico è un libro sui sentimenti, che impegnano comunque gran parte del libro. Insomma non mi è dispiaciuto affatto 😀

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