Recensione de “La cena di Natale” di Luca Bianchini: gli amori a metà di Polignano

Buongiorno e buon weekend, amici lettori.
Oggi torno a parlare di libri e lo faccio con la recensione de “La cena di Natale” di Luca Bianchini, sequel di “Io che amo solo te”.

Trama:

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Matilde è entusiasta perché Don Mimì, il marito, le ha regalato un prezioso anello di smeraldo. Un anello che vuole sfoggiare di fronte alla consuocera, Ninella, donna di cui è da sempre innamorato proprio Don Mimì. Questo spinge Matilde a organizzare una cena di Natale in grande, in barba a quelle che sono le tradizioni di Polignano, paesino in cui la sera della Vigilia si va sempre in chiesa e ci si limita a festeggiare l’indomani a pranzo.

In un susseguirsi di sfortune, la cena di Natale non va come la padrona di casa si aspettava. La festa, tuttavia, è l’occasione perché tutti i personaggi capiscano di più della propria vita e dei loro sentimenti, in un percorso di vita mai lineare e pieno di problemi e contrattempi.

COSA NE HO PENSATO:

La cena di Natale è un libro molto breve. Ha un’atmosfera confortevole e il fascino tipico di quei romanzi che ti fanno immergere in un contesto che hai già amato – quello, appunto, del primo libro – e ti riavvicinano a personaggi che hai imparato ad apprezzare.

È un libro leggero, fin troppo direi. E ancora una volta penso che a rubare la scena sia la storia dell’amore impossibile e tormentato fra Ninella e Mimì, separati da vent’anni, ma ancora smaniosi, ancora alla ricerca di un incontro fugace.

Mi convince ancora – ma non è una novità – lo stile di Bianchini. Riesce a catturare l’essenza dell’amore ai nostri tempi. Perché, penso, in fondo che in tanti (me compreso) si sentano un po’ ladri dell’amore come lo sono Mimì e Ninella. In una vita che non offre le giuste occasioni, l’amore è ricercato in momenti, in attimi veloci, velocissimi, in situazioni atipiche, in sguardi evitati e in carezze istantanee.

AMORI A METÀ

Mi verrebbe da dire che in questo romanzo non esiste un amore davvero soddisfacente. Sono tutti amori a metà.

Dall’amore adolescenziale di Nancy che fantastica e idealizza un ragazzo più grande, chiaramente non innamorato di lei, fino all’amore di Damiano per Chiara, un amore limitato alla “simpatia”, al “trovarsi bene”.

Il risvolto, nel leggere attraverso le righe di Bianchini, è che spesso il successo nella vita e in amore è avere una possibilità. Tutti i personaggi hanno una possibilità di lottare per amore, ma nessuno di loro pare avere la certezza di riuscire a ottenere l’amore, almeno quello con la a maiuscola.

IL MIO GIUDIZIO:

Seppure abbia trovato il romanzo fin troppo breve e con una trama “essenziale”, devo ammettere di avere apprezzato anche questo libro. Bianchini con me fa sempre centro, e non esagero. Continuo ad amare la psicologia dei suoi personaggi e il modo in cui viene dipinto l’amore contemporaneo. Credo che i romanzi di Bianchini siano un ottimo modo per leggere più di una generazione e comprendere davvero tutti i lati oscuri dell’amore nel ventunesimo secolo.

Ma la vera maestria è inserire riflessioni serie e una rappresentazione assolutamente verosimile (e disillusa) delle relazioni all’interno di libri piacevoli e leggeri che prendono per mano e fanno compagnia al lettore.

Potete acquistare il libro a questo link!

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