Wandavision: una serie sul lutto e sull’amore

Non sapete quante volte, negli ultimi mesi, mi è stato detto “Guarda Wandavision, non te ne pentirai”.

Vuoi per il tempo sottratto dal lavoro, vuoi per il tempo dedicato alla lettura, ho rinviato la visione di questa serie. Ma la settimana scorsa, finalmente, mi sono deciso. Armato delle mie nuove cuffie bluetooth mi sono buttato a letto e mi sono inoltrato nella ridente Westview, cittadina in cui è ambientata questa miniserie creata da Jac Schaeffer.

UNA SERIE SUL LUTTO…

Wandavision è, a tutti gli effetti, una serie che affronta la tematica del lutto. È un prodotto unico nel MCU e, anche per questa ragione, è uno show apprezzato non solo dai fan dei cinecomics ma anche da un altro tipo di pubblico, tutt’altro che affine alle battaglie intergalattiche offerte dalla cinematografia.

Lo show si concentra su una tematica: il dolore per la perdita. Wanda ha perso Visione, l’unica “persona” al mondo che gli era rimasta. Dopo aver perso da bambina i genitori e Pietro, il fratello, nella battaglia contro Ultron, Wanda perde anche l’amore della sua vita. È un colpo troppo duro, un dolore troppo forte per essere contenuto. E questo la porta a scatenare i suoi poteri, pur di tenere accanto a sé Visione, anche se il Visione che le è accanto non è altro che “la forma dei suoi ricordi, del suo dolore e del suo amore”.

Parlare di lutto non è mai semplice. Farlo in una serie ad ampie tinte fantasy lo è ancora di meno. Per questa ragione, mi sento di dire che la sceneggiatura di Wandavision è geniale. In particolar modo, il personaggio di Visione ruba la scena. È diventato, con ogni probabilità, uno dei miei personaggi preferiti di sempre delle serie tv.

UNA SERIE SULL’AMORE

Ma il lutto è l’altra faccia della medaglia dell’amore. Come dice Visione, in una frase che è diventata iconica e ha fatto il giro del mondo: “Cos’è il dolore se non amore perseverante?”

E come dare torto a Visione. Wandavision parla di un amore senza requie, che non accetta la perdita. La fine di un amore è un duro colpo, in qualsiasi circostanza, ma quando questo amore è causato dalla morte dell’amato la sofferenza è inimmaginabile. Trovare qualcuno da amare e che ci ami è una delle più grandi fortune che ci possano capitare. Dire addio all’amato a causa di una morte violenta è il più nero degli accadimenti che possano porre fine a una relazione e questo è il presupposto alla base della miniserie Disney+.

IL MIO GIUDIZIO

A mio modo di vedere, esistono pochi prodotti televisivi paragonabili a Wandavision. Non credo, infatti, che molte serie televisive abbiano parlato di amore e lutto in modo altrettanto convincente.

Wandavision mi è davvero rimasta nel cuore e penso che, negli anni a venire, sarà da me (e penso anche da altri) considerata un vero punto di riferimento della cultura pop per la sua originalità e per la qualità con cui si sono affrontati argomenti delicati con grande intelligenza e sensibilità.

Se non l’avete ancora vista, ve la consiglio caldamente!

6 pensieri riguardo “Wandavision: una serie sul lutto e sull’amore

  1. Ancora non ho avuto la possibilità di vedere la serie per intero, solo un paio di episodi sparsi, in scroccovisione da un amico, ma vedrò di rimediare appena possibile.
    Dal poco che ho avuto sotto gli occhi, mi è sembrata un’idea divertente (pur nascendo dall’incapacità di Wanda di affrontare il lutto, le situazioni sono paradossali e divertenti – la scena dell’arrivo di Pietro e la sigla del nemico finale mi hanno fatto davvero ridere, non mi aspettavo cose del genere 😀 ).
    Un giorno, con condizioni migliori…

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  2. Sono d’accordo, una bella serie coraggiosa e, soprattutto, originale all’interno del MCU! Il modo in cui lo stile delle sitcom classiche è stato sfruttato per raccontare il lutto di Wanda è semplicemente brillante, e ci sono stati alcuni momenti di sceneggiatura davvero ispirati e ben piazzati, come appunto la battuta sul dolore e il momento in cui Visione chiede a Wanda che cosa lui sia e lei gli risponde: sei la mia tristezza, la mia speranza, ma soprattutto il mio amore.

    Sinceramente avrei fatto a meno della battaglia finale contro Agnes, mi sembra che sposti il fuoco sulle botte quando avrebbe dovuto restare sempre strettissimo solo su Wanda. Avrei preferito che non ci fosse un vero e proprio villain oltre a Wanda e al suo desiderio di riportare Visione in vita. Ma è proprio l’unica cosa di cui mi lamento in una serie che per il resto mi è piaciuta davvero tantissimo (questo e Evan Peters; mi è sembrato un po’ una presa in giro verso gli spettatori).

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