Recensione de “L’invito” di Marco Rassu

Buongiorno, amici lettori.

Oggi voglio parlare con voi del libro “L’invito” di Marco Rassu, che ringrazio per avermi mandato una copia digitale.

DI COSA PARLA L’INVITO?

È molto difficile spiegare in poche parole di cosa parla “L’invito” perché è un libro che affronta tutti i grandi temi della vita, le più ardue e complesse domande che l’essere umano si pone.

A grandi linee, L’invito è un racconto che parte da un espediente letterario: personaggi di diversa provenienza, estrazione e cultura si trovano riuniti nella medesima riunione. Tutti ricevono, per l’appunto, un “invito”. E a questa riunione tutti i personaggi dicono la loro su quelli che sono i temi portanti dell’esistenza umana. Si va dal rapporto con la morte alla felicità, in un susseguirsi di interventi che, in definitiva, affrontano l’argomento per eccellenza, ossia “il senso della vita”.

COSA MI È PIACIUTO DI PIÙ DE “L’INVITO”

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Il punto di forza di questa lettura è, a mio modo di vedere, la scrittura di Rassu. Scorrevole, fluida, accattivante. Leggi senza interromperti mai. Si nota la dimestichezza dell’autore sia con la scrittura sia con la riflessione e l’autoanalisi.

Devo anche fare i complimenti a Marco per alcune frasi che impreziosiscono il racconto e rimangono nella mente del lettore. In prima persona, ho sottolineato diversi frammenti.

Credo, infatti, che L’Invito sia un testo molto filosofico che parla di vita e di autoanalisi in modo “romanzato”, sfruttando – come detto – un espediente letterario.

È un libro che offre tantissimi spunti e che fa riflettere il lettore e lo porta a focalizzarsi su quanto sia importante il punto di vista di ognuno per giudicare la propria vita e ciò che è davvero importante.

Infine, ho apprezzato in particolar modo il finale che trovo davvero emozionante.

COSA MI È PIACIUTO MENO

Devo essere onesto. Avrei preferito un’intelaiatura narrativa più articolata. L’espediente narrativo è offerto al lettore come un dato di fatto, senza alcun approfondimento. La mancanza di una vera giustificazione alla riunione al centro della narrazione smorza l’immedesimazione del lettore con la situazione raccontata.

Inoltre, mi sarebbe piaciuto che il libro fosse più lungo. Le tematiche, a mio modo di vedere, potevano garantire un’esplorazione più profonda e coinvolgente.

In conclusione, lo consiglio a chi ama le riflessioni filosofiche e vuole mettersi in gioco e chiedersi qual è la propria opinione su quelli che sono i grandi interrogativi dell’esistenza.

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