Recensione di Eternal War – Gli eserciti dei santi di Livio Gambarini

Buongiorno, amici lettori e ben ritrovati sulla mia pagina.

Oggi condivido con voi la prima recensione librosa di questo 2022. Il libro di cui andrò a parlare mi è stato regalato da un mio caro amico per Natale e si tratta di Eternal War – Gli eserciti dei Santi di Livio Gambarini.

DI COSA PARLA ETERNAL WAR?

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Spiegare in due parole la trama e l’universo della saga creata da Gambarini risulta assai complicato. Siamo nella Firenze del XIII secolo e imperversano le dispute fra guelfi e ghibellini. L’animosità tra le due fazioni è al massimo e sullo sfondo dei conflitti vi è un mondo sotterraneo, soprannaturale, fatto di spiriti, demoni e santi. Una serie di essenze – credo che provare a trovare un termine più specifico per identificarle potrebbe essere controproducente – che incidono sullo scorrere degli eventi e sulle vicende umane.

Vero protagonista della storia è lo spirito protettore della famiglia Cavalcanti, ovvero Kabal, un’entità furba, con una spiccata propensione per il rischio. Sarà lui a proteggere e guidare (o almeno provare a farlo) Guido Cavalcanti, per il quale Kabal nutre grandissime aspettative.

IL MIO GIUDIZIO

Il mio giudizio sul libro risulterà, con ogni probabilità, assai ambivalente. Ritengo, infatti, sia un libro scritto estremamente bene. La sintassi è fluida, scorrevole, esatta. È una lettura rapidissima, e non per il numero delle pagine, ma perché il ritmo è incalzante e l’autore non inserisce nessuna digressione non necessaria o descrizione sovrabbondante.

Tuttavia, si tratta di un libro con una “dimensione magica” assai originale e dettagliata, aspetto che, a mio avviso, avrebbe richiesto un approccio più graduale alla vicenda e al mondo narrativo. So bene cosa si pensa degli spiegoni o dei prologhi, però, Eternal War, alla fine della lettura, non mi è parso un romanzo di immediata comprensione. Chiede uno sforzo di attenzione non indifferente al lettore, pur non avendo una trama particolarmente complessa. Sono proprio le regole e le creature del mondo della storia che, a volte, sfuggono e costringono il lettore a ritornare sugli stessi passaggi più volte.

In sostanza, non una lettura di puro intrattenimento.

Del libro, ho apprezzato molto l’utilizzo in chiave originale e personale di personaggi celebri della storia italiana, come Guido Cavalcanti e Dante, senza mai distorcere il contesto storico.

Per queste motivazioni, posso dire che Gli eserciti dei santi sia un libro unico, diverso da ogni altro che ho letto finora, scritto in maniera impeccabile, che, tuttavia, mi ha lasciato a tratti un senso di disorientamento per la fatica ad ambientarmi con i pilastri peculiari del mondo narrativo.

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