“Non mi sentirò mai più bella se non sarai tu a guardarmi”
L’amore non è sempre una cosa semplice. A essere onesti, forse non lo è quasi mai. Per questo, è importante leggere testi come “Ti sfido ad amarmi” di Aurora Felici, che ringrazio per essersi fidata di me e della mia capacità critica.
Ti sfido ad amarmi è una raccolta di poesie che descrive i lati oscuri (e non solo) dell’amore.
Nei suoi versi, più di tutto, si legge un’onestà analitica che prova a catturare l’amore anche nei suoi eccessi, nei suoi drammi e, in special modo, nei suoi lati ossessivi. L’amore è una passione che brucia e, come ben sappiamo, il fuoco può fare male.
“La tua stanza senza noi è un enigam da risolvere
Un anagramma da ricostruire
Un labirinto a uscite chiuse
Un Omero senza muse”
L’amore che domina la raccolta è un amore protagonista e padrone, un padrone perfino dispotico che non accetta di stare lontano dal centro del palco. La figura dell’amato è preponderante nella visione dell’innamorata. È sempre sul centro della scena, ogni istante, ogni luogo è permeato dall’esistenza dell’amato, anche quando l’amato rivela i propri lati oscuri e manifesta un amore che non è positivo e salvifico.
“Sei accaduto come un pensiero che ti lascia assente
come il vento che si porta via tutto e non salva niente”
Nel giudicare questa raccolta, mi sento di dire che Aurora ha una grande passione per ciò che fa e lascia sé stessa sulle pagine, raccontando ogni frammento delle passioni che vive e vede nella sua esistenza.
Da un punto di vista stilistico, ho apprezzato in particolar modo l’eleganza nel comporre i versi. Le sue poesie funzionano da un punto di vista “fonetico”.
Dei suoi componimenti ho preferito i momenti più semplici e ho percepito una sorta di distacco nei passaggi più ricercati. Nella semplicità dà il meglio di sé. Il tormento e la passione, infatti, perdono di intensità quando ingabbiati in frasi troppo studiate e termini fin troppo forbiti che attenuano i “colpi” al cuore che la sua poesia è capace di dare al lettore.
“voglio essere il sole che muore alla soglia del tuo orizzonte”