L’individualismo come gabbia delle relazioni: una recensione di “Polveri sottili”

“Stai attento, concentrati sul lavoro. Pensa a te”.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere queste parole? In una società che ci spinge costantemente verso l’auto-realizzazione estrema, l’individualismo finisce per diventare la gabbia in cui restano intrappolate le nostre relazioni, specialmente quelle omosessuali.

Oggi voglio parlarvi di un libro sorprendentemente vero che esplora proprio questa dinamica: “Polveri sottili” di Gianluca Nativo.

Due giovani alle prese con la vita adulta

Il romanzo di Nativo racconta la storia di due ragazzi che si affacciano per la prima volta sui frammenti della vita da adulti. È una narrazione che non illude e non romanticizza; al contrario, è intrisa di echi tondelliani riconoscibili, dove la realtà viene mostrata in tutta la sua nuda verità.

Nel mondo descritto da Nativo, la realtà gay è ancora in parte inespressa, spesso soggiogata dalla sorpresa o dallo scetticismo delle famiglie. In questo contesto, sorge una domanda spontanea: le relazioni sono davvero importanti?

La risposta sembra essere complessa. Nel libro, tutto ruota attorno al sé. L’amore, invece di essere un porto sicuro, appare come un’entità sfocata.

Eugenio e Michelangelo: due modi di vivere l’altro e il sé

  • Eugenio è convinto che l’amore debba arrivare solo dopo la propria realizzazione personale. Per lui, non sembrano esserci davvero tempo ed energie per l’accudimento di un’altra persona. Eppure, ciò che prova per Michelangelo lo spinge a compiere passi falsi, facendolo vivere costantemente sulla soglia tra il “sé” e il “noi”, finendo però per preferire (quasi) sempre se stesso.
  • Michelangelo, al contrario, non sa bene come affrontare la vita adulta. Vorrebbe solo aggrapparsi all’unica cosa che lo fa sentire vivo: l’amore per l’altro. Ma questa dipendenza, paradossalmente, gli impedisce di crescere davvero.

Perché leggere questo libro?

La mia opinione è che Polveri sottili sia un romanzo di cui abbiamo bisogno. Ci ricorda i vari modi in cui l’individualismo, spinto a forza dalla società, possa corroderci, rendendoci incapaci di mettere davvero in comunicazione il nostro io con gli altri.

Oltre alla profondità dei temi trattati, il libro è scritto divinamente.

Ci insegnano a pensare sempre prima a noi stessi… ma siamo sicuri che facciano bene?

Seguimi su Instagram: @theironicmaeror

Lascia un commento