Ed eccoci al wrap up del mese di ottobre. Di seguito le letture che mi hanno tenuto compagnia:
Dracula di Bram Stoker
Rilettura fatta su Audible: che dire?
Dracula è un romanzo pioneristico. Ripercorrendo la storia, mi sono reso conto di quanto sia stato importante per il fantasy questo romanzo gotico.
La parte che ho preferito di più, infatti, è come Stoker abbia creato una figura fantastica, dettagliandola in ogni aspetto. Ha curato ogni particolare della sua figura misteriosa e lo ha fatto con uno stile letterario più fresco di quello che usano molti contemporanei, che sarebbero assai in difficoltà a costruire un immaginario, senza ricorrere a pesanti infodumb.
Ciò che mi ha fatto storcere il naso, tuttavia, è che si tratta di uno di quei libri che non ha la stessa magia la seconda volta. Nonostante gli anni passati, infatti, non ho vissuto le medesime emozioni.
Rimane, però, l’impressione che sia e meriti di essere considerato un caposaldo della letteratura.
Valutazione: 4.5 su 5
Il giardino delle ombre di Mirko Zilahy
L’ho visto dappertutto e forse per questo avevo delle aspettative altissime, che non sono state rispettate in toto.
Voglio spiegarmi, però: non è affatto un brutto libro. È un bel thriller? Sì. È un romanzo indimenticabile? No.
La storia funziona, percorre linee temporali e ambientazioni diverse. Tra Madrid e Roma, Zilahy racconta una storia piena di storia, complotti, segreti e storia dell’arte. Ci sono davvero tanti elementi intriganti, personaggi ben caratterizzati, ma soprattutto merita la scrittura di Zilahy, la cui penna è perfetta per questo tipo di storia. Tra cambi di punti di vista, descrizioni ricche ma mai pesante e il giusto quantitativo di sangue (ne avrei gradito di più, forse).
Attenzione spoiler qui sotto:
Il finale è un po’ anticlimatico e spiazzante. Alla fine, l’impatto dei protagonisti sulla storia e sull’indagine si rivela minimo e questo un po’ mi ha fatto perdere entusiasmo, alla fine della vicenda. Ma forse funziona così: a volte, gli assassini non vengono fermati in tempo.
Valutazione: 4 su 5
Il segreto è trattenere il fiato di Emilio Saturnini
Romanzo che mescola weird, storico, folklore e lo fa con una storia che coinvolge sin dalle prime pagine e che fa fatica a lasciarti andare. L’ambientazione siciliana e le sue bizzarre leggende sono le vere protagonista di una storia che disgusta, sorprende, turba e che lascia con un discreto numero di interrogativi.
Una bella rivisitazione del genere weird, che strizza l’occhio anche agli amanti degli storici “disimpegnati”.
Il finale mi ha lasciato un po’ di insoddisfazione, ma credo che la vicenda del Corvo di Sale finisca in maniera forse un po’ troppo rapida per lasciare un senso di straniamento al lettore.
Stilisticamente, l’incipit e, in generale, la prima parte del romanzo sono dei bei pezzi di bravura dell’autore.
Valutazione: 4.25 su 5
Filosofia di Star Wars. Imparare a vivere seguendo le vie della forza di Filippo Rossi
Saggio sull’universo di Star Wars, a tutto tondo: tiene conto delle tre trilogie ma anche degli spinoff e persino dei progetti in uscita successivamente al momento finale della stesura del saggio.
Il testo ha una profondità invidiabile: ha il pregio indiscutibile di analizzare il concetto fondamentale della storia – la Forza – da punti di vista differenti. L’autore attinge ai campi della spiritualità ma anche alla scienza. Ci offre un ritratto fedelissimo della Forza e di quello che significa, sia a livello narrativo che metaforico.
Rossi è un conoscitore sopraffino della tematica e riesce a tenere in mano i fili di un’analisi complessa, densa, che non perde mai di vista un leit motiv in grado di dare omogeneità all’opera.
Il libro vive, peraltro, di un parallelismo fra Tolkien e le sue opere e Star Wars, in una disamina che evidenzia tutti i punti di contatto fra gli universi narrativi che, per certi versi, appaiono pienamente sovrapponibili.
Ammetto che in alcuni passaggi avrei preferito il saggio fosse più asciutto, ma comprendo anche l’intento di essere perfettamente chiari con il pubblico di riferimento.
Una lettura che può essere goduta anche da chi non conosce a menadito la saga, ma, a mio avviso, può essere goduto in modo particolare da chi, come l’autore, conosce ogni dettaglio di Star Wars e ne ha amato la storia, pur nei suoi alti e bassi narrativi.
Valutazione: 3.75 su 5
Lettera d’amore e d’assenza di Sarai Shavit
Bruciante, delicato e potente. Pensieri-poesie, una storia che si fa prosa poetica e racconta un rapporto lungo una vita fra una giovane scrittrice e un uomo sposato. La penna di Shavit è chirurgica nel delineare la lunga e faticosa separazione da chi ami, una separazione che, forse, non avviene mai, perché è impossibile lasciare chi ami.
Valutazione: 4.5 su 5
Meduse di Matteo Zanini
Mi piace dire di amare le storie che finiscono male. Bene, il libro di Matteo Zanini non è esattamente un libro che finisce male, ma rientra appieno nel novero delle letture di cui, a mio avviso, i lettori italiani hanno profondamente bisogno. È una storia straziante, una narrazione che ti devasta sin dall’inizio.
L’idea di creare un romanzopoesia funziona, perché permette di non vivere l’orrore della tragedia quotidiana in maniera insopportabile. Non è affatto un libro che ti toglie il respiro, anzi. Qualsiasi lettore può immergersi nelle parole accurate di Matteo, nel suo lessico affilato che scolpisce sul cuore del lettore una realtà che non ha niente di ideale, niente di utopistico.
È un romanzo che parla di solitudine e lo fa senza scuse, compromessi. Lo fa in maniera brutale. Matteo ci porta nella mente di una persona sensibile, piena di emozioni, che la solitudine a cui è condannato non riesce a tollerare. È un romanzo che scardina tutte le ipocrisie del pensiero positivo: ci ricorda che non siamo fatti per stare da soli, che tutte le delusioni sentimentali hanno un peso e che, a volte, non c’è rimedio a una vita passata a inseguire chi sfugge.
Ci ricorda quanto possa essere crudele coltivare l’illusione nella mente di qualcuno che crede davvero alla relazione, all’amore, alla vicinanza.
La solitudine di Zanini è una solitudine ipnotica, ammaliante, tentacolare come lo sono le meduse che popolano la mente del protagonista.
Io questo libro lo consiglio perché abbiamo bisogno di renderci conto di quanto male facciamo quando illudiamo e scompariamo, di quanta fame di vita esista al mondo e di quanto sia difficile respirare in un mondo fatto di schermi e scudi e di nessuna cura verso la solitudine del prossimo.
Vi ho incuriosito? Vi piace l’idea di un romanzo poesia?
Valutazione: 4.75 su 5
La vendetta del corvo di Michele Borgogni
Non ho letto molti western. Questo è, ovviamente, molto sui generis: non sarebbe Spaghetti Weird altrimenti.
Si tratta di una revenge story incentrata sul personaggio di Jeb, risvegliato dopo un’impiccagione, dalla quale misteriosamente ne esce incolume. O forse sarebbe meglio dire che viene riportato in vita, dopo la morte.
È una storia molto “visiva”, un romanzo in cui l’azione prescinde anche dalla struttura.
Michele Borgogni, da quel che intuisco, anche dalla sua introduzione all’opera, cerca di coniugare le sue più grandi passioni: il weird e il western.
Del libro ho apprezzato molto le descrizioni. È una storia che vive di esperienza sensoriale. Il lettore non può non sentirsi presente nell’azione, non può non avere l’impressione di essere parte, a sua volta, di un “film western”, di quelli che hanno plasmato un intero immaginario, al punto da essere riconosciuti e riconoscibili anche a quelli che, come me, non hanno mai molto apprezzato né conosciuto il genere filmico.
In particolare, puoi sentire gli odori di un Fanta-Texas afoso, asfissiante e pieno di misteri. Tra allucinazioni, misteriose entità e una colt fumante, la terra calpestata da Jeb è una terra che odora di sangue.
Se posso dirla tutta: avrei apprezzato se l’autore avesse lavorato di più sull’impalcatura e offerto un libro forse meno veloce e divertente, ma più completo e tradizionale. Ma io lo so, sono un po’ bacchettone, quanto a struttura.
Rimane di questo romanzo, però come detto, la vena divertente. Si legge in fretta, ti catapulta nell’azione e offre qualche spunto interessante anche sul lato più “fantastico” e oscuro che anima una storia che non lesina scene cruente e sanguinose.
Valutazione: 3.75 su 5
Yara: Autopsia di un’indagine (Criminologia e crimini) di Roberta Bruzzone e Laura Marinaro
Non so nemmeno come definire questo libro. Diciamo che si tratta di un resoconto fedelissimo del processo sull’omicidio della giovanissima Yara, con l’aggiunta di alcune risposte di Bruzzone a domande sull’indagine e sulla vicenda processuale di Bossetti.
Per essere apprezzato, però, ritengo che bisognasse essere “vergini” del caso, o comunque saperne meno di quanto ne sapevo io. Avendo già conoscenza dei fatti, ho trovato l’opera non entusiasmante. Mi aspettavo forse un maggiore “commento” da parte delle autrici.
Valutazione: 2.5 su 5
Valutazione: 4 su 5
I Lazar di Nelio Biedermann
Io non sono proprio un lettore da saghe familiari. Forse è questo il motivo per cui non ho trovato questo romanzo così straordinariamente straordinario, come lo considerano tutti. Certo, non è il solito bestseller fuffa. Biedermann ha talento e costruisce una storia che ci regala uno sfondo storico accurato e non sovrabbondante. Ci racconta la seconda guerra mondiale, ci racconta l’Ungheria e l’impatto del comunismo, ma soprattutto ci fa conoscere questa famiglia di baroni.
La seconda parte mi ha conquistato di più. M’è sembrato che la storia avesse degli sprazzi di realismo magico. Non sono un appassionato del genere, ma, per quella che è stata la promessa al lettore, avrei apprezzato venissero comunque approfonditi.
Valutazione: 3.75 su 5
Shy vol. 21
Candida arriva nella scuola di Teru e porta un po’ di divertimento e tanti enigmi. Mi piace sempre come l’autrice giochi con l’orientamento sessuale di Candida e la sua passione per Teru. Non ricordo di aver mai letto niente di simile in un manga (di solito, ci si limita a giocare con i personaggi maschili). Un po’ confusa la vicenda dei membri del club di calligrafia. Onestamente, non ho capito come Yanagiba sia tornato a scuola con Suzuri, se tutto è nato dalla sua esigenza di doversene andare. Qualche passaggio me lo sono perso: ammetto, non mi ha coinvolto tantissimo questo volume.
Valutazione: 3 su 5
