CHARACTER IN THE MIRROR #1: POUSSEY WASHINGTON – ORANGE IS THE NEW BLACK

Anche quello che state per leggere è solo il primo numero di una particolare rubrica, nella quale approfondirò i personaggi più significativi di alcune serie TV.

L’anno è agli sgoccioli e ho pensato che dovessi assolutamente parlare di qualcosa che mi ha colpito come pochi altri eventi del mondo della serialità hanno fatto in passato. E penso che “televisivamente parlando” il finale di Orange is the new Black è sicuramente lo scossone emotivo più forte di questo 2016. E allora perché non parlare di una ferita ancora non rimarginata? Perché non parlare di Poussey Washington?

Poussey, mirabilmente interpretata dalla talentuosa Samira Wiley, è stata una delle detenute più popolari della serie rivelazione di Netflix dedicata alla vita carceraria di un gruppo eterogeneo e variegato di donne. Parlando di Poussey con altre persone, è emersa una profonda verità: Poussey non poteva rimanere a lungo rinchiusa a Litchfield. La sua personalità e la sua storia escludevano che fosse coinvolta in vicende tanto gravi da portarla a rimanere chiusa in penitenziario per un tempo ancora più lungo. Ma soprattutto la sua personalità, il suo equilibrio e la sua intelligenza la rendevano tanto diversa dalle altre detenute. Tanto sensibile quanto fragile. E la fragilità di questo personaggio, perennemente innamorato (forse più dell’idea di amare che delle detenute per cui si è presa una cotta nel corso della serie), è stato visto come punto focale dagli sceneggiatori della serie ed è stato utilizzato come via d’uscita per lo stesso personaggio.

pou2

Una via d’uscita amara, triste, sconvolgente, che ha spezzato il cuore di migliaia di fans in tutto il mondo. La morte di un personaggio così intelligente, così positivo, in un contesto nel quale anche la protagonista ha perso il lume della ragione a causa delle limitazioni e delle peculiarità della vita in penitenziario, è stata l’arma con cui OITNB ha colpito al cuore gli spettatori.

E, paradossalmente, il canto del cigno di questo personaggio, corroborato da un’attenzione particolare alla storia dello stesso e da una delicatezza nella narrazione ineguagliabile, ha permesso a tutti di conoscere meglio Poussey, di amarla ancora di più e di comprendere quanto fosse importante per la serie.

Si sono sprecati twit e video d’addio ad opera degli appassionati della serie e non posso che aggiungermi alla massa di coloro che hanno scritto su Poussey e su questa serie che è stata capace di sorprenderci sin dalle prime puntate e che ancora ci tiene incollati ai teleschermi.

pou

Rimane la consapevolezza che, malgrado la grande capacità nel raccontare le storie e nel fare immedesimare il pubblico nei drammi delle detenute più famose della televisione, sarà assai difficile trovare in OITNB un altro personaggio per il quale provare una simile empatia. Un personaggio che a lungo ci ha portato alla luce il conflitto di essere persone buone (che hanno per un momento della vita smarrito la via) catapultate in un contesto in cui ogni certezza, ogni emozione e ogni respiro viene stravolto dall’asprezza della convivenza forzata in carcere, dal rimpianto per la perdita della libertà e dall’amarezza per non avere obiettivi davanti.

Poussey è stata una di noi. Ha vissuto, respirato e sofferto a Litchfield nello stesso modo in cui l’avremmo fatto noi. E la sua assenza nella serie sarà una tematica con cui la quinta stagione dovrà confrontarsi, con la speranza che il suo ricordo resti comunque vivo nelle menti delle compagne.

po

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...