Le pagelle di Sanremo 2017

Ho pensato di fare una piccola (e probabilmente estemporanea apparizione) per postare una serie di pensieri e valutazioni sulla kermesse sanremese. Si tratta pur sempre di intrattenimento, quindi spero perdonerete questo off topic (malgrado Sanremo sia sempre un tema che divide in due fazioni, fra coloro che lo odiano a prescindere e coloro che non se lo perderebbero per nulla al mondo).

Proporrò una serie di valutazioni suddivisa per ambiti, oltre a dire la mia sulle esibizioni e le canzoni dei big in gara in questa 67esima edizione del Festival. Speriamo di riuscire ad affrontare tutte le tematiche in modo conciso e diretto, in modo del tutto difforme, cioè, da come è stata la maggior parte delle serate di Sanremo, che riassumerei con una parola sola: estenuanti.

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CONDUZIONE:

Senza guizzi e senza infamie. Maria De Filippi si conferma la più amata del reame televisivo italiano. Siamo tutti incollati e reattivi sui social quando parla lei. Ogni suo gesto viene studiato e decantato, un po’ per moda e un po’ per l’affetto che ormai gli italiani provano per una donna capace, con la sua moderatezza e la sua intelligenza, di farsi apprezzare in qualsiasi contesto. Carlo Conti, la macchinetta parlante, parte come un diesel, ma carbura nelle serate finali, riprendendosi il timone dello show. Sarà dura eguagliare la sua professionalità e il suo impegno in questi tre anni, che hanno regalato uno spettacolo fatto di musica e intrattenimento, con meno contestazioni ed episodi controversi rispetto alle edizioni passate.

Voto: 7

COMICI:

Anche quest’anno si sfiora l’imbarazzante con i comici al Festival. Insinna, Cirilli e Brignano sono desolanti quasi quanto Montesano, la cui comicità sembra aver superato la data di scadenza. Luca e Paolo provano a fare i seri, dopo aver esordito con una battuta controversa sui loro gusti sessuali, in relazione al fatto che la maggior parte degli ospiti del Festival erano artisti dichiaratamente omosessuali (forse le Sentinelle in piedi avranno goduto un po’ al loro “a noi ci piace la patata”). Crozza, invece, così come Conti parte lento, lasciandoci freddissimi nella serata di debutto, ma conquistando consensi nelle ultime due serate del Festival. Il suo Razzi è stato travolgente durante la finale. La Raffaele, invece, la dobbiamo rimandare. Sandra Milo non è un personaggio così attuale da far scoppiare a ridere l’intera platea. Poteva puntare su qualche altro personaggio affidabile del suo repertorio; avrebbe peccato di originalità ma ci avrebbe fatto ridere di più.

Voto: 5.5 (grazie a Crozza e al suo colpo di coda)

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OSPITI:

Tiziano Ferro ci fa innamorare con la sua “Mi sono innamorato di te” e gli occhi del pubblico della prima serata sono tutti su di lui, che ci regala anche il tanto apprezzato duetto con la Consoli, che sta spopolando in radio. Ricky Martin si esibisce con un medley muscolare, che ci mostra come il cantante sudamericano sembri aver trovato la soluzione per non invecchiare. E poi Keanu Reeves, Totti, Raoul Bova (protagonista negativo fra tutti con la sua rigidità), LP, Robbie Williams, i Clean Bandit e altro. Tanta roba per questo festival, che chiude con lo show di Zucchero, ma di cui verrà ricordata sicuramente la performance di Mika, che ci allieta con un medley emozionante ed energico durante la serata delle cover.

Voto: 7.5

MUSICA E CANTANTI:

Elodie – Tutta colpa mia

Il più sanremese dei pezzi di quest’anno. Il ritornello, definito dalla critica banale, è anche quello che più entra in testa. La cantante è stata brava e ha tutte le carte in regola per fare anche di meglio.

Voto: 6.5

Al Bano – Di rose e di spine

Si può dire di tutto, che è una delle migliori canzoni di Al Bano al Festival, che l’arrangiamento è straordinario, ma convince poco nel 2017 un pezzo del genere. Se toglievamo la voce di Al Bano forse ottenevamo una grande colonna sonora per un film. Il risultato comunque non è all’altezza delle aspettative per il cantante, che sembrerebbe non aver gradito per nulla l’eliminazione.

Voto: 5.5

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Paola Turci – Fatti bella per te

Si distingue dall’andazzo generale, porta ritmo ed energia in un Sanremo all’insegna della melodia tradizionale.

Voto: 6/7

Samuel – Vedrai

Uno dei pezzi meglio costruiti, a cui possono essere mosse poche critiche. Ma, a dir la verità, temo che questa canzone avrà meno successo radiofonico di quel che si pensa…

Voto: 6.5

Fiorella Mannoia – Che sia benedetta

Un secondo posto per la cantante strafavorita è sicuramente una delusione. Si esibisce in maniera impeccabile e il paragone con alcuni colleghi è spesso imbarazzante. Tanta classe ed esperienza per la migliore cantante del Festival, che porta con sé anche un testo degno di nota.

Voto: 7.5

Raige e Giulia Luzi – Togliamoci la voglia

La versione con l’orchestra non rende. Forse andrà in radio, forse è meglio di come ce l’hanno fatta ascoltare.

Voto: 4.5

Ron – L’ottava meraviglia

Il testo è apprezzabile, in linea con la tradizione della musica romantica. Non canta sempre al massimo delle sue possibilità.

Voto: 6+

Ermal Meta – Vietato morire

La canzone entra in testa, malgrado il testo impegnato. Direi che ha fatto il suo quest’anno, vincendo anche il premio della critica. Può diventare un pezzo importante della musica italiana.

Voto: 7

Michele Zarrillo – Mani nelle mani

Interpreta sempre al meglio e con grande intensità. Il pezzo non è male, anche se non spicca mai in mezzo agli altri.

Voto: 6.5

Lodovica Commello – Il cielo non mi basta

Canzone insulsa. Prestazioni vocali scolastiche, ma non cattive. Non capiamo perché mettersi in gioco con una canzone così poco coinvolgente.

Voto: 3

Sergio Sylvestre – Con te

Ci stupisce con la sua voce, ma risentendo più volte la canzone, ci rendiamo conto che non sia all’altezza del podio.

Voto: 5.5 (10 alle performance del cantante)

Clementino – Ragazzi fuori

Più la risenti, più ti piace. Ma all’inizio non ti piace proprio, e quindi la scalata è impossibile.

Voto: 5.5

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso

L’universo intero applaude, noi no.

Voto: 5 (e stiamo attenti che questa comunque in radio potrebbe andare malgrado le atroci critiche)

Chiara – Nessun posto è casa mia

Ci emoziona e ci commuove all’inizio, ma, vuoi per le seguenti performance non all’altezza della prima, la canzone non resta. Chiara non spinge sull’acceleratore con questa dolce melodia, che comunque mi ha colpito più di molte altre.

Voto: 6/7

Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma

Scelta piaciona, balletto contagioso, scimmia sul palco. Lui sorride più di tutti e affascina il pubblico. Lo volevano tutti all’Eurovision e ci andrà con questa vittoria da outsider.

Voto: 7-

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Michele Bravi – Il diario degli errori

Il web ci ha ossessionato con Michele. Tuttavia non si può non dire che il pezzo era ben costruito e le performance del giovane cantante hanno conquistato anche chi non lo conosceva. Con una canzone leggermente migliore avrebbe puntato alla vittoria.

Voto: 6.5

Bianca Atzei – Ora esisti solo tu

La canzone è banale, insulsa quasi quanto quella della Commello. Sembra di ritornare agli anni 60/70 con quel ritornello. Lei dà il massimo e fa capire di esserci come cantante e di poter fare molto di più. Cambia autore, Bianca, e ritorna.

Voto: 4 alla canzone (a lei almeno un 8)

Marco Masini – Spostato di un secondo

Non mi è entrata in testa. Non è il mio genere. Lui canta bene una canzone perfetta per lui.

Voto: 6+

Fabrizio Moro – Portami via

Lui e l’intonazione non vanno d’accordo nemmeno quest’anno, ma la canzone è leggera e toccante. La canzone ci colpisce, a tratti, e lo fa ricordare tra il pubblico. La pecca: non ci aspettavamo niente di diverso e non siamo stati sorpresi.

Voto: 6.5

Nesli e Alice Paba – Do retta a te

Una canzone del genere cantata da Nesli, non particolarmente bravo con le note alte, è un autogol clamoroso. La Paba, se possibile, affossa la canzone, anziché salvare Nesli.

Voto: 3.5

Giusy Ferreri – Fa talmente male

Sperimenta e non lo apprezziamo. Canta, come se stesse cercando di imitare se stessa. Peggior partecipazione al festival di sempre per una Ferreri, che ha fatto male a non puntare sul suo stile consolidato.

Voto: 3.5

Gigi D’Alessio – La prima stella

Canzone dolce e melodica. Nulla di particolare, però.

Voto: 6

CONSIDERAZIONI FINALI:

Va comunque detto che lo spettacolo di quest’anno sia stato forse un po’ troppo carico e lungo. Un’atmosfera dimessa, senza sfarzi e lustrini, è sembrata abbastanza attuale e adeguata al periodo storico del paese. Non si è voluto strafare, né nella conduzione né nell’intrattenimento. La scenografia è stata particolarmente apprezzata ed è da ricordare come una delle migliori degli ultimi anni. In sintesi possiamo dire che la sobrietà l’ha fatta da padrone in uno spettacolo molto carico e a tratti difficile da seguire, che non ha deluso le aspettative.

Voto al Festival: 7+

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