La prima stagione di Vikings: le quattro S

Da tempo vedevo circolare sul web e sui social foto e video inerenti la serie targata History channel, e non ho potuto fare a meno di interessarmene, avendo la sensazione che lo show potesse rivelarsi potenzialmente avvincente e coerente con i miei gusti televisivi.

Dopo aver visto tutte le nove puntate della prima stagione posso dire che il presentimento fosse corretto, dal momento che ho trovato la serie decisamente ben realizzata e di grande interesse, con un’attenzione particolare per quelli che erano i caratteri e le usanze del popolo Normanno nell’ottavo secolo dopo Cristo.

rag

Come anticipato nel titolo, gli aspetti principali dello show sono sintetizzabili in quattro S, ovvero sangue, sesso, sacrifici e spiritualità. Quattro aspetti che sono il marchio di fabbrica della serie quanto sono tratti distintivi del popolo di cui vengono narrate le gesta.

Ho potuto individuare numerosi punti di forza in questo show, accuratamente studiato e coerentemente realizzato, tra cui un’attenzione incredibile per la produzione, con cura spasmodica per colonna sonora, effetti speciali e fotografia. A questo si aggiungono dei personaggi facilmente riconoscibili e con una grande personalità, per usare un termine americano dei veri e propri “bad ass”, capaci di provocare subito una forte attrazione per il pubblico.

E tra i pregi dello show del canale History vi è anche la grande abilità degli Showrunners nel farci comprendere cosa potesse risultare normale per il popolo normanno e cosa no, quali consuetudini fossero effettivamente stratificate nel loro tessuto sociale, portandoci quasi a giustificare anche le più smodate atrocità e la più sfrenata lascivia.

L’obiettivo di farci appassionare a uno show con uno scopo didattico, neppure troppo secondario, riesce mirabilmente e il prodotto, nella sua interezza, è sicuramente di qualità.

Se dovessi evidenziare degli aspetti meno convincenti, farei riferimento al ritmo della serie, che, a tratti, finisce per rallentare troppo e attenuare l’effetto della suspense e dell’adrenalina, tipici di uno show pieno di azione e di battaglie.

ragna

Il finale è un clamoroso cliffhanger, che ci lascia in sospeso, senza sapere come andrà a finire la disputa fra il re Horik e lo jarl Borg in merito al possesso di terre assai ricche di minerali, che si rivela espediente per causare una frattura fra Ragnar (il protagonista) e il fratello, Rollo, ormai desideroso di guadagnarsi la gloria a qualsiasi costo, portando a un primo picco uno dei leit-motiv della storia, consistente proprio nel desiderio di Rollo di affrancarsi dalla sua posizione gregaria.

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