Recensione di American Gods – il fantasy mitologico di Neil Gaiman

Ancora una volta mi butto a capofitto su un romanzo dopo aver visto, o, in questo caso, aver iniziato a vedere la sua trasposizione televisiva. Già dalle prime puntate ero stato incuriosito dal bizzarro e affascinante mondo di American Gods e questo non ha fatto che incrementare in me la curiosità di saperne di più e di immergermi nel tanto acclamato e apprezzato universo letterario creato da Gaiman.

Il romanzo, vincitore di moltissimi premi, è stato una scoperta molto interessante. American Gods, infatti, è tutto quello che un romanzo moderno dovrebbe essere. Ha i suoi fini didattici (sono numerosissime le informazioni snocciolate nel corso della lettura), ha personaggi interessanti, una storia talmente strana e paradossale da far lievitare la curiosità del lettore a dismisura.

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Il punto più alto della perizia di Gaiman, però, si coglie nell’intreccio. American Gods è il capolavoro dell’intreccio. Riesce a tenere in piedi trame e sotto-trame, generi e sotto-generi. È, a tratti, un romanzo introspettivo, a tratti un giallo, a tratti puro fantasy. Ed è tutto questo grazie alla sapienza di Gaiman, che porta poi tutti i nodi a sciogliersi, non lesinando colpi di scena, e garantendo un finale più che soddisfacente a un lettore incredibilmente stimolato da tutte le sfaccettature della storia raccontata.

Il mistero è una delle chiavi, la più importante, per far dipanare la narrazione. Il lettore, infatti, non afferra mai immediatamente la realtà delle cose che succedono e, quando ritiene di aver capito tutto, viene, allora, sonoramente smentito dalle svolte e dalle sorprese meditate dall’autore.

Il romanzo riesce a dar vita a un mondo meraviglioso e complesso, le cui potenzialità sono infinite. Mi vengono in mente numerosissimi aspetti che avrebbero potuto ottenere maggiore spazio, maggiore interesse e che avrebbero comunque appassionato il lettore.

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Ma a dare una marcia in più a questo indiscutibile capolavoro non è solo la storia, ma soprattutto il modo in cui viene narrata. Con quel tono sprezzante, velato di ambiguità e sostenuto da un’abbondante ironia, che ci permette di riconoscere immediatamente le peculiarità dello stile di Gaiman e le caratteristiche principali dei suoi personaggi.

È stata una lettura – mi ripeto – incredibilmente stimolante e sorprendente. Un vero e proprio must per gli appassionati di modern day fantasy o di narrazioni leggendarie e mitologiche.

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