FACCIAMO CHE VIRGINIA RAFFAELE ERA UNA GRANDE ARTISTA: RECENSIONE DELLO SHOW TARGATO RAI DUE

Dal titolo auto-esplicativo capirete certamente che mi accingo a parlare di quello che è stato “Facciamo che io ero”, brioso one-girl – se mi si concede l’espressione – show realizzato dalla sempre più sorprendente Virginia Raffaele.

Ritengo doveroso spendere due parole sullo show e su Virginia, dal momento che ormai da anni le sue imitazioni e la sua verve fanno ridere gli italiani, desiderosi di una comicità che vada oltre le banalità e le volgarità.

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Virginia Raffaele è, evidentemente, una persona molto intelligente e lo studio dietro al suo show e alle sue imitazioni ne è la conferma. Non è tanto la tecnica nell’imitare che la rende una comica divertente e un’artista di livello. Ciò che la distingue, per l’appunto, è la scaltrezza, con cui riesce sempre a trovare l’appiglio giusto per prendere in giro, per fare satira e divertire. Divertire a suo modo, con personaggi che magari uno non si aspetterebbe mai come fonte di ispirazione per una imitazione.

Il suo programma è stato uno spettacolo completo, che ha avuto musica, aspetti romantici e monologhi interessanti, frutto anche di una grande efficacia comunicativa propria della Raffaele quando non veste i panni altrui. La presenza di De Luigi è stata razionale, equilibrata, pacata e scanzonata, a tratti. De Luigi è stato la spalla giusta per Virginia e i due sono riusciti – quasi sempre – a tenere alto il livello del programma, che, però, fisiologicamente ha avuto anche i suoi momenti meno entusiasmanti, ma che è sempre riuscito nell’arduo compito di offrire una godibile e spensierata prima serata, dall’inizio alla fine.  

Di “Facciamo che io ero” resterà la consacrazione di una Virginia Raffaele che è donna dai mille talenti. Che è showgirl in un senso tutto nuovo. Non ha bisogno di labbra gonfie e seni prosperosi per colpire. A lei basta un sorriso e una grande dose di ironia.

Personalmente ritengo che nello show abbia, inoltre, portato sulla scena dei personaggi e delle imitazioni esilaranti, tra cui spiccano gli sketch dedicati a Michela Murgia. L’agguerritissima e spietata scrittrice è stata rivisitata in un modo impareggiabile e geniale dalla Raffaele, che ha tirato fuori tutto il meglio da un personaggio che non era noto ai più, quanto meno nel suo ruolo di critica letteraria in TV.

Ma anche la Anna Oxa e la Marina Abramovic di Virginia sono state delle scoperte interessanti, in grado di farci ridere di gusto. Non hanno fallito nemmeno i cavalli di battaglia della Raffaele, con una Belen, che potremmo definire ispiratissima, e una Carla Fracci sempre deliziosa nel suo essere imitazione anticonvenzionale.

Ma c’è stato anche di più delle imitazioni. Il numero – a mio modo di vedere complicatissimo – con Massimo Lopez è l’emblema della poliedricità di una Raffaele che non sa solo farci ridere, ma sa far tutto.

E, proprio alla luce, dei mille talenti di questa splendida artista (perché showgirl è riduttivo) non posso fare altro che dire di aspettarmi sempre più tempo e più spazio in televisione per lei, che della televisione italiana è forse il futuro.

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