The Mist – Uno sguardo alla nuova serie Spike tratta dal romanzo di Stephen King

Vorrei fare una premessa al pezzo che mi accingo a scrivere, affermando che la missione intrapresa da Spike TV – nel cercare di riproporre il romanzo di Stephen King in chiave televisiva – è sicuramente ardua e difficoltosa, e che la complessità e le sfaccettature di un autore come King non sono chiaramente cosa facile da trasmettere sotto altra forma d’arte.

A seguito della visione dei primi tre episodi della nuova serie, che tanta attesa aveva attirato su di sé, mi sentirei subito di dire che il mio giudizio rimane diviso, tra gli aspetti buoni e quelli meno buoni di un TV Show che è molto lontano dall’essere perfetto.

Non ho apprezzato affatto la fotografia. Quella scala di grigi, che fa tanto horror movie dei primi 2000, è un effetto che sa di stantio e che, a lungo andare, viene a noia allo spettatore. Oltretutto la fotografia – che definirei – “retrò” fa il paio con un abbondante uso di cliché da film horror, come l’apparizione improvvisa al vetro della porta del centro commerciale della donna senza mascelle nel finale del primo episodio.

The Mist

Il punto più debole, però, a mio modo di vedere, è un altro, ovvero l’incapacità di incentrare la storia sul mistero, l’incapacità di far crescere la suspense attorno a quello che rimane irrisolto. Cosa c’è nella nebbia? Chi sono e cosa sanno i membri di questo esercito privato?

Il perché i registi provino a riproporre gli standard e i canoni dei film horror di serie B piuttosto che premere l’acceleratore sul mistero e sull’ansia che ne potrebbe derivare, a mio modesto parere, è un mistero di difficile soluzione.

Lo show, però, non è da buttare; non rientra certamente nelle serie che scarto già dal pilot per l’orrendevole banalità della recitazione o dei copioni. Qui sembra che ci sia un potenziale, una storia da raccontare e delle svolte con cui sorprendere lo spettatore. Sembra che ci sia del materiale grezzo (che purtroppo non viene “raffinato” dagli showrunners) che possa poi trasformarsi in qualcosa di buono.

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Penso che una piccola attenuante possa identificarsi in un budget basso, o troppo basso per avere degli effetti speciali all’altezza, ma non so se questo possa essere sufficiente a coprire le lacune e a mistificare gli errori di questi primi episodi, ma per intanto posso dire che la partenza della serie è stata sufficiente. Ho visto online che la serie, mediamente, ha ottenuto 2.5 stelle su 5 nei siti in cui viene data la possibilità di attribuire un punteggio ai programmi e potrei dire di essere d’accordo. Un inizio senza infamia e senza lode, che mette le basi per un prosieguo che ci auguriamo possa essere ancora migliore e che possa regalarci forti scossoni emotivi e una grande e travolgente… ANSIA!

Un pensiero riguardo “The Mist – Uno sguardo alla nuova serie Spike tratta dal romanzo di Stephen King

  1. Cavolo, sembra un altro flop tratto da un’opera di King. È uno dei miei autori preferiti, ma c’è da dire che solo in pochi sono riusciti a rappresentarlo bene sullo schermo, a cogliere l’essenza del King dei libri e farcelo vedere al cinema/tv.
    Peccato, volevo proprio vederlo “The Mist”, ma già questa è la terza recensione “negativa” che leggo e mi è passata la voglia…

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