Recensione di “Jackie”

In una serata afosa di inizio Agosto, ecco che mi reco ancora al cinema per vedere un altro dei film in rassegna nella scorsa stagione cinematografica, che, purtroppo, mi ero lasciato sfuggire. E in questo caso si tratta di Jackie, pellicola di Pablo Larrain, che ha destato molta attenzione mediatica e anche un certo interesse da parte della critica, con l’Accademy che lo ha candidato per tre premi oscar.

Il film, devo essere sincero, non mi è piaciuto. Anzi, probabilmente si tratta di uno dei film che meno mi ha colpito fra quelli recentemente guardati. Sono evidenti, infatti, i difetti sia nella struttura che nella realizzazione dell’opera. Innanzi tutto va detto che concettualmente Jackie è lo specchio di un senso artistico del cinema moderno molto mutato rispetto al passato. È, infatti, la traduzione cinematografica di una curiosità smodata per quei momenti mancanti che nella storia non ottengono risalto. E in questo caso si tratta di dare luce a quelli che potrebbero essere stati i pensieri e gli stati d’animo di Jacqueline Kennedy successivamente all’assassinio del marito.

La narrazione, solo in apparenza collegata dall’intervista che la protagonista rende a un giornale, è un’accozzaglia di momenti slegati fra loro, che hanno la sua disperazione come leit-motiv.

jackie

Il personaggio di Jackie, che viene tratteggiato, è un personaggio monco e che ci incanta poco. Una donna affamata di grandezza e magnificenza, incapace di vivere il suo dolore in modo riservato, intimo. In un modo che ai più possa risultare effettivamente autentico. A parziale difesa del personaggio (storico e cinematografico) c’è da dire che la Jackie che respira nel film di Larrain è ripresa in quello che è un periodo molto ristretto – anche se significativo – della sua vita.

I vari episodi, le varie scene, non riescono a susseguirsi in un crescendo di pathos. Sembrano momenti a sé stanti, che, forse, avrebbero ottenuto migliore trasposizione in un romanzo che in un film (che di fatto non è né documentario né un film drammatico).

jacka

Da spettatore ho faticato non poco a seguire questo film, in cui l’unica cosa che merita davvero un elogio è la performance di una Natalie Portman fenomenale nell’incarnare la protagonista, nelle sue sfaccettature e nelle sue contraddizioni, nel suo dolore e nella sua determinazione.

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