The Defenders: si poteva fare di più

Ho già letto parecchie opinioni su The Defenders, mini serie Netflix, che rappresenta lo sbocco a cui il team, che ha curato alla trasposizione televisiva dei fumetti sui vigilanti Marvel, puntava sin dal debutto di “Daredevil” sulla famosa piattaforma di streaming. E, purtroppo, temo di non essere molto originale nell’esprimere una mia opinione, ma mi trovo d’accordo con quella che sembra essere l’opinione generale del pubblico, che, in parole povere, ha accolto lo show in modo tiepido. Insomma, bene, ma non benissimo.

Proviamo a schematizzare…

Thumbs Up for…

jess 

Jessica Jones: Krysten Ritter interpreta bene il personaggio, un po’ scanzonato ma decisamente cazzuto, della investigatrice con la super forza. Le battute di Jessica sono le migliori. Ci fanno ridere e spiccano in un mare di dialoghi, a volte, troppo banali e scontati, che danno poco risalto agli altri protagonisti e non fanno onore agli sceneggiatori.

Il momento reunion: la prima battaglia in cui i quattro eroi combattono insieme è l’unico momento in cui la serie porta a compimento quello che era il suo obiettivo: farci elettrizzare ed entusiasmare. È stato davvero un momento in cui ci veniva da gridare: “sta accadendo davvero”. Poi il tutto è notevolmente scemato e le relazioni fra i personaggi non hanno contribuito adeguatamente ad alimentare l’entusiasmo.

 

Thumbs Down for…

 

Trama, sviluppo e finale: Tutto ESTREMAMENTE semplice. Un cattivo coi soldoni, i buoni che vincono, zero psicologia dietro al piano criminale che gli eroi devono sventare e tutti (o quasi) i personaggi che, anche se mal ridotti, sopravvivono, per non intaccare la produzione dei nuovi TV shows dedicati ai singoli vigilanti.

jessa

I dialoghi: A parte Jessica Jones e, a tratti, Matt Murdock e Foggy, chi ha parlato in modo non banale? Chi è sembrato veramente credibile e verosimile nel contesto tragico della storia vissuta nella serie? Spessissimo le frasi pronunciate dai personaggi della serie Marvel sembravano frutto di un bambino alle prime armi con la scrittura, non certo di un ben pagato sceneggiatore, che doveva far esplodere l’eccitazione dei fan per una produzione attesissima.

jesss

Iron Fist: avevo salvato la serie. La avevo trovata leggera, sufficiente, divertente, malgrado qualche problema di trama e l’assenza di un serio antagonista. Ma in questa occasione Iron Fist davvero si dimostra un personaggio poco attraente. Un bambinone privo di carisma, che viene sballottato dai “più grandi”. Si deve lavorare molto per riuscire a far piacere l’eroe interpretato da Finn Jones ai fan dei Defenders.

 

In conclusione, quindi, mi sento di dire che The Defenders è stata una serie troppo “leggera”, in cui è mancato spessore, a livello recitativo e a livello, soprattutto, di scrittura e di regia. Sigourney Weaver, inoltre, si aggiunge alla lista di chi ha fallito nel tentativo di portare sulle scene un villain in grado di non farci rimpiangere il KingPin di Vincent D’Onofrio.

Se dovessi dare un voto alla serie, darei un 5.5/10 e mi auguro che questa sensazione di incompiutezza venga spazzata via dalle nuove stagioni dedicate ai vigilanti marvel, il cui potenziale è innegabile, a dispetto di come sia stato (malamente) sfruttato in occasione di questo cross-over.

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