Trashggiornamento: Pechino Express e GFVip, i lati opposti della televisione italiana

Come vi avevo già accennato, sono un accanito seguace delle pagine dedicate al trash televisivo italiano e sono un saltuario (a volte forse anche non troppo saltuario) telespettatore di reality e programmi televisivi di dubbia qualità.

Questa settimana, ancora una volta quasi contemporaneamente, hanno debuttato il GFVip e Pechino Express, due dei reality maggiormente seguiti e discussi della televisione italiana, e non mi sono fatto mancare l’occasione di seguirli entrambi, per poi puntualmente dire la mia in questo spazio di sfogo, che, a volte, si allontana dalle tematiche alte della letterarietà per sporcarsi con argomenti meno nobili come lo è l’intrattenimento televisivo popolare del nostro paese.

Se l’anno scorso ho visto un “Pechino Express” un po’ fiacco, quest’anno l’impressione è stata totalmente differente (e no, non dipende dal coming out di Guglielmo Scilla che ha fatto parlare i social per ore ed ore). Penso che l’Adventure Game made in Rai Due sia partito alla grande, facendoci divertire sì, ma facendoci anche immergere in un mondo con l’intento di rivalutarlo. Ritengo che la voce narrante di Costantino e alcuni segmenti televisivi ci abbiano fatto capire come spesso sbagliamo ad avere pregiudizi, ad essere razzisti (come se ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo). Ci ha fatto capire che esistono popolazioni, anche molto più povere della nostra, che hanno solo da insegnare a noi italiani, che subiamo ancora gli strascichi di un culo troppo pieno e di una cultura sempre meno elevata.

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Come notato da Twitter, i bambini (anche piccolissimi) delle Filippine, paese teatro della prima tappa, risultano molto più portati e istruiti sulle lingue di quanto lo siano le persone mediamente scolarizzate maggiorenni del nostro paese, che è davvero la patria degli analfabeti funzionali. E non solo, l’apparizione di questa star filippina famosa per ballare sui tacchi ha dato lezioni al nostro paese su tante tematiche diverse, che vanno dalla tolleranza all’apertura mentale. Diciamocelo, nel nostro paese a uno come Sinon nessuno avrebbe dato un passaggio, figuriamoci programmi televisivi e popolarità.

Ma, come avevo preannunciato, volevo fare un paragone tra quello che è stato Pechino Express e quello che è stato il GFVip. Premesso che appare ovvio che i target siano diversi e che il Grande Fratello sia naturalmente un programma con meno a pretendere, questa puntata di debutto ha davvero raggiunto bassezze ineguagliabili.pec

Seriamente, i concorrenti sono apparsi privi di neuroni, incapaci di sottostare anche alla più minuscola regola del gioco. Carmen Di Pietro che si perde nel cubicolo antistante la porta, Predolin che si spaventa ad aprire la stessa porta della casa, tutti i concorrenti che si rifiutano e fanno perdere ore di tempo perché non vogliono nominare nessuno, Simona Izzo che parla a vanvera sin dal primo secondo di spazio televisivo. Il risultato di questa imbecillità diffusa e irrefrenabile è stato duplice: da una parte Ilary Blasi, la conduttrice, è apparsa davvero stremata dal dover star dietro ai concorrenti di quest’anno (cosa parecchio spiacevole da vedere) e d’altra parte si è confezionato un programma lento e interminabile, in cui capricci e scemenze dei protagonisti l’hanno fatta da padrone.

Insomma… Credo proprio che quest’anno non avrò problemi nello scegliere (e nel consigliare) quale dei due reality seguire, sperando, comunque, risate a parte, che da entrambi gli show emerga qualcosa di positivo e culturale (anche piccole cose), che permetta alla televisione di essere uno strumento utile e non solo un rumore di sottofondo alle nostre vite.

 

8 pensieri riguardo “Trashggiornamento: Pechino Express e GFVip, i lati opposti della televisione italiana

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