Il ritorno di The Big Bang Theory e il debutto di Young Sheldon: Cosa ci è piaciuto?

In un inizio d’autunno quanto mai stressante e funestato dalle pagine di diritto, trovo il tempo per dedicarmi ancora un po’ alle serie TV. E proprio di serie TV mi occuperò nell’odierno articolo, dando spazio a una serie che è appena ritornata sui teleschermi statunitensi e al suo spin-off che ha fatto la sua prima apparizione.

Non so se la gratitudine per un momento di evasione di puro relax mi spinga a dire le parole che seguiranno, ma mi sento di dire di essere soddisfatto di quanto visto e di aver trovato soprattutto il primo episodio dell’undicesima stagione di TBBT particolarmente frizzante e divertente. Una piacevole sorpresa, dato che la decima stagione, a mio modo di vedere, aveva dimostrato tutte le falle del fin troppo ambizioso progetto di tirare per le lunghe la storia narrata di questi quattro nerd ormai del tutto trasformatisi (o quasi) in uomini maturi e dediti alle proprie responsabilità e alla loro vita “da grandi”.

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La serie di Lorre e Prady ha messo subito in chiaro che può ancora dire la sua e che ci sono molte cose che possono ancora succedere. Dal matrimonio di Sheldon ed Amy, passando per la nuova maternità di Bernadette e – magari – anche per un’evoluzione del rapporto fra Leonard e Penny, che, nelle ultime stagioni, hanno finito quasi per fare da tappezzeria agli altri, dopo aver svolto il ruolo di protagonisti indiscussi nell’avvio dello show.

Alcuni spunti interessanti e una certa ritrovata freschezza in alcune battute (certo non siamo ai livelli di qualche anno fa…) che hanno avuto senz’altro il pregio di rendere positivo questo nuovo avvio di stagione, che si prepara ad affrontare più tematiche e a portare sulla scena un numero maggiore di eventi rispetto alla stagione precedente, priva di sussulti e salvata all’ultimo secondo da un finale a sorpresa, i cui effetti serviranno a dare brio alla nuova annata targata “The Big Bang Theory”.

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Meno soddisfacente, invece, l’esordio di Young Sheldon, che, ai miei occhi, appare una serie davvero difficile da scrivere. Gli ShowRunners hanno pensato di sfruttare a piene mani il marchio Sheldon Cooper e di creare uno show autonomo, ma questo ha senz’altro delle controindicazioni. Le serie dedicate ai bambini o ai ragazzi nei loro primi anni di adolescenza hanno una vita breve e non possono mai raggiungere una vera maturità. Impossibile offrire un prodotto tridimensionale con un protagonista che della vita sa ancora poco, potremmo dire in parole povere. Ma forse è anche una lettura limitativa. Ciò che non si capisce è come si possa mantenere alta l’attenzione del pubblico tramite un TV Show che si colloca nella terra di mezzo fra il comedy tipico di The Big Bang Theory e “drama” tipico delle storie dedicate a famiglie d’altri tempi alle prese con i problemi della quotidianità.

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Per il momento il mix fra buoni sentimenti e bizzarrie del protagonista non mi ha permesso di comprendere quale sia l’obiettivo del TV Show e cosa devo aspettarmi. E, tuttavia, non mi sento di bocciare questo pilot, che comunque non mi ha annoiato e che sicuramente ha il pregio di aver avuto un’ottima regia e un buon producing.

Appare difficile che Young Sheldon possa diventare un fenomeno televisivo (troppo difficile il compito per il giovane protagonista, Iain Armitage), ma mai dire mai.

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