Recensione di It (Stephen King) – Parte Due

Mi ero ripromesso di dividere in due parti la recensione del capolavoro di King e, adesso, dopo aver finito finalmente una lettura che mi ha richiesto parecchio tempo, sono pronto a riprendere il discorso e ad esaminare il romanzo con maggiore cognizione di causa.

Quello che mi preme sottolineare, alla luce della seconda parte del libro, è che trovo It un libro, a tratti, frammentario, ma soprattutto un’opera simbolica. Nelle molteplici immagini e scene che si susseguono l’unico leit-motiv che rimane presente è il concetto di simbolo. King trae dalla sua esperienza e dalla sua cultura una serie di immagini significative, un insieme di concetti generali e altamente evocativi, che servono a farci capire come la storia di It non sia altro che una storia di potere e di magia. Di quella stessa magia di cui è intriso l’universo sin dalla sua generazione.

La figura della Tartaruga e dell’Altro sono degli elementi molto rilevanti e ci pongono il problema se effettivamente Stephen King volesse dare un’immagine religiosa al romanzo e se il concetto di fede e di credenza che viene più spesso rimarcato nel romanzo è un concetto che va al di là del credere nell’umanità, ma è appunto un voler spronare ad accettare una fede in qualcosa di più alto.

it

E, tuttavia, tante immagini e tante evoluzioni narrative ci spingono a ritenere l’opera come molto lontana dall’insegnamento cristiano tradizionale e ci portano a una confusione che sia, credo, uno dei principali obiettivi a cui mirava l’autore.

Se provo a definire It in poche parole, infatti, finirei per definirlo un horror psichedelico, in cui tutto finisce dentro a una magmatica macchinazione di rielaborazione e di reinterpretazione che inserisce i simboli più significativi dell’esistenza umana all’interno di una storia che narra della magia e dell’oscurità.

It è, in definitiva, un’opera complessa ma intrigante, capace di suscitare tante emozioni e, più di ogni altra cosa, di stimolare il lettore. Un’opera che fa di un’atmosfera assolutamente riconoscibile il punto di partenza per trattare un numero cospicuo di tematiche e narrare di una serie di avvenimenti incredibilmente vasta.

Ciò che mi è rimasto di più di questa lettura (che ho molto apprezzato), tuttavia, è l’attenzione con cui King si spinga nell’indagine delle menti perverse e disturbate, aspetto che rende incredibilmente cupa e, allo stesso tempo, verosimile la vicenda.

Malgrado la difficoltà di definire ciò che It rappresenta e di enumerare le varie chiavi di interpretazione a cui si presta, dunque, non posso fare altro che consigliarvi di cimentarvi in questa lettura, specialmente se siete amanti della letteratura fantasy/horror.

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