X Factor 2017: la mia su vincitore, show e giudici

X Factor è, con ogni probabilità, il talent meglio strutturato e più godibile della televisione italiana. Un programma capace di fare intrattenimento e sperimentare nell’ambito musicale, a prescindere dalla materia prima dei concorrenti. L’edizione di quest’anno, conclusasi appena due giorni fa, è stata certamente una delle edizioni più chiacchierate degli ultimi anni, con i riflettori puntati su moltissime novità e su moltissimi aspetti, pronti a contraddistinguere quest’annata del talent show made in sky dalle precedenti.

Vi era molto interesse attorno al ritorno di Mara Maionchi, dimostratasi una vera e propria corazzata indistruttibile, con la sua furbizia e la sua simpatia al banco, e vi era molta curiosità di capire come se la sarebbe cavata Levante. Il debutto di Levante è stato poco fortunato e convincente, con la cantante sicula alle prese con un mondo – solo in apparenza – molto lontano dalle sue corde, ma che l’ha comunque messa in difficoltà, a causa del suo essere poco smaliziata, e spesso vittima sacrificale delle critiche brucianti di Agnelli e di un Fedez mai così acido come quest’anno.

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Anche il cast di quest’anno ha avuto dalla sua una certa attrattiva, con personaggi famosi più per le controversie che hanno creato (vedi Morandi fischiato per la prima volta nella sua carriera per aver salvato Rita Bellanza) piuttosto che per le doti musicali, ma anche alcuni discreti (e più che discreti) performers, capaci di tenere alto il livello dello show.

In definitiva, dal punto di vista dell’entarteinment, devo ammettere di aver trovato questa edizione apprezzabile, ma, a tratti, anche un po’ sgradevole. I commenti al bancone sono stati spesso veramente feroci, con Agnelli e Fedez, specialmente alle prime puntate, in versione Cracco e Canavacciuolo a Masterchef, pronti ad asfaltare qualsiasi concorrente indifeso (e anche una poco preparata Levante che avrebbe pensato di affrontare un’esperienza molto più ridanciana partecipando ad X Factor). D’altra parte il furore della comicità innata della Maionchi e le grandi scenografie che hanno accompagnato anche qualche prestazione canora di alto livello hanno fatto sì che anche quest’anno il programma meritasse di essere guardato fino alla fine.

La controversia, però, che è oggetto di chiacchiera in queste ultime quarant’otto ore riguarda, invece, il nome del vincitore. Coi Maneskin disco d’oro e osannati da ogni angolo del globo, ci si aspettava una loro vittoria in cavalleria. Ed invece a spuntarla è stato Lorenzo Licitra, il bel siciliano, che si era presentato alle audition con una versione rivisitata di una canzone di Madonna e che aveva fatto dell’incontro fra Pop e Lirica il suo punto di forza. Licitra è il bersaglio di una critica tambureggiante, che ha preso piede in ogni dove, e paga forse il grande carisma dei suoi rivali, secondi classificati, ma è, alla fine, un vincitore meritevole.

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Stiamo attenti: a suo svantaggio ha un inedito scialbo, un percorso tortuoso alle spalle (almeno nelle primissime puntate) e la netta sensazione che aleggia attorno a lui di poter essere nient’altro che un nuovo Matteo Becucci (gran voce relegata ai Musical). E, in effetti, il bravo Lorenzo non sembra avere un’identità così chiaro e una direzione musicale netta, che possa farlo emergere e distinguere in un mercato inflazionato come quello delle popstar italiane (alle prese anche con una sempre più incontrollabile esterofilia negli acquisti da parte di coloro che i cd continuano a comprarli). Il timore è quello che svanisca nel buio, come una Nathalie o come un Gio’ Sada qualunque, ma l’augurio è che questo possa essere un trampolino di lancio per la sua carriera, che inevitabilmente deve fare molti passi avanti. Ma ciò che mi preme dire è che la sua vittoria era, forse, anche inevitabile per l’astuzia di Mara Maionchi, che è stata la vera dominatrice di questo programma e l’unica che ha sempre saputo cosa dire, cosa fare e cosa far cantare ai suoi per farli arrivare fino in fondo. Se consideriamo il programma e come funziona il televoto (e quelli che in generale sono i gusti di chi guarda i talent) la vittoria di Licitra ci sta eccome, anche se probabilmente in termini assoluti i Maneskin meritavano di più e probabilmente otterranno di più nella loro carriera. Ma questi sono giudizi che darà il tempo. Il mio è semplicemente quello di uno spettatore soddisfatto, che, soprattutto, ha trovato davvero elettrizzante e grandiosa la finale del programma, piena di ospiti e con un ritmo serrato!

3 pensieri riguardo “X Factor 2017: la mia su vincitore, show e giudici

  1. Io di solito guardo il programma fino agli home visit e poi smetto di guardarlo, non sono mai arrivata a più di metà dei live!
    La parte che mi piace di più sono le audizioni, le trovo sempre divertenti!
    Il vincitore lo trovo indubbiamente bravo (non ho sentito l’inedito), staremo a vedere!

    Piace a 1 persona

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