Pier Vittorio Tondelli – Camere Separate, un romanzo che (forse) non ho compreso

La mia lettura delle ultime due settimane è stata “Camere Separate”, romanzo che potremmo definire quasi un cult (e sicuramente lo è per la comunità omosessuale degli anni novanta). Un romanzo introspettivo, che narra sì, di un amore impossibile e di un distacco straziante, ma parla soprattutto di scelte di vita, di prospettive, di come chi è al mondo possa ricercare la felicità nei modi più disparati.

Si tratta di una storia di vita, in cui il protagonista è – quasi certamente – lo specchio riflesso dell’autore. Uno scrittore omosessuale, che non sa più qual è il suo posto nel mondo e che è sempre alla ricerca di nuovi equilibri. È una storia che porta, infine, il protagonista a un’accettazione, ad una autoconsapevolezza che sembra quasi estranea al filo conduttore della storia (l’amore tra lo scrittore e un giovane musicista e la reazione del primo alla morte dell’amante); e questa autoconsapevolezza appare il sorprendente finale dello stesso romanzo, che, nella sua frammentarietà, è riuscito a imprimere nel lettore alcune brucianti immagini di vita e alcune vivide riflessioni. Si giunge al compimento dell’opera con un messaggio dell’autore/protagonista, che, infine, capisce che la sua vita, la sua solitudine, il suo dolore, in fondo, non sono degli errori, delle deviazioni da una strada maestra, ma sono quello che lui ha ricercato e quello che gli permette di fare ciò che ama: scrivere.

cameres ep

Questa maturazione personale è spunto interessantissimo, all’interno di un romanzo, sicuramente ben scritto e, a tratti, anche originale per la profondità con cui l’autore è riuscito a mettere a nudo la sua testa e la sua concezione di amore, ma che non ha toccato le mie corde interiori.

La storia d’amore fra Thomas e Leo è caotica e, forse, è manifestazione di null’altro che un archetipo dal quale ho sempre preferito rifuggire. In ultima analisi, infatti, vedo in Leo una persona innamorata di se stessa al punto da distruggere l’amato. Un amato che è vittima delle oscillazioni, quasi dei capricci di Leo, che si arrende e soffre, che fugge e ricerca, a sua volta, nuovi equilibri, senza trovarli mai.

È, tuttavia, innegabile che in questa descrizione d’amore entra in scena, con grande preponderanza, la tematica dell’attrazione sessuale e dell’affetto che deriva da un contatto prolungato di anime che si desiderano. Un’attrazione, un’incapacità di separarsi che per i due protagonisti è l’unico modo di amarsi. Un modo di amarsi, che, però, finisce per renderli entrambi profondamente incompleti ed infelici, dal momento che questo loro legame non fa altro che scontrarsi con il modo, tutto loro, di vivere la loro relazione in “camere separate”.

Si tratta di un romanzo, all’apparenza, tanto semplice, che narra della vita di un omosessuale in fuga verso i suoi sogni, ma che in realtà disvela davanti al lettore tante paure, tanti concetti-muti che circolano per la testa di chiunque, senza proporre una vera soluzione e finendo, persino, a tratti, per far sprofondare in una sorda angoscia chi non ha ancora degli stabili appoggi per assimilare una storia di tale portata, senza venirne disorientato.

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