Recensione Insidious 4 – L’Ultima Chiave

Mi sono recato al cinema per assistere all’ultimo capitolo di una saga Horror che amo particolarmente, ovvero quella di Insidious (ciclo di film dedicati al personaggio di Elise Rainier, interpretata da Lin Shaye) e oggi ne approfitto per dire cosa ne ho pensato!

La pellicola, diretta da Adam Robitel, l’ho trovata certamente apprezzabile e, altrettanto sicuramente, non ho provato quel senso di noia e di disincanto che di solito si prova con i sequel interminabili di saghe sbanca-botteghino. Gli sceneggiatori hanno approfittato di questo nuovo capitolo per approfondire ancora meglio il personaggio della Rainier e la genesi dei suoi poteri, riuscendo a portare in scena un nuovo e inquietante demone, molto particolare (sebbene ad esso sia stato dato poi non troppo spazio per creare un vero mostro-cult da film dell’orrore).

insidio

Ho, inoltre, apprezzato come non si sia ricorsi al jumpscare a piene mani, senza pensare alla trama, concentrando l’attenzione e il “terrore” dello spettatore su una sensazione che ogni horror dovrebbe suscitare, ovvero sia l’inquietudine. I film dell’orrore, infatti, dovrebbero andare ben oltre il disgusto e lo sdegno di uno spettatore di fronte a festini macabri, e dovrebbero toccare le giuste corde dello spettatore, rendendo questi in grado di creare empatia coi protagonisti e di avere costantemente inquietudine. Un terrore sordo, in fondo, di quello che può accadere e di quello che si può scoprire.

Una pecca, tuttavia, va trovata a questo capitolo, che ho, ad ogni modo, trovato molto diverso dai precedenti, e si tratta di una – forse – eccessiva lentezza nella fase centrale della pellicola. Sembra, infatti, quasi che non debba accadere niente, almeno fino a quando Elise non viene a conoscenza di quelli che erano stati gli effetti del controllo del demone sul padre.

Mentre ho sicuramente apprezzato il fatto che nel finale del film si sia strizzato l’occhio al primo capitolo della saga, con l’incontro nell’altrove di Dalton (bambino protagonista del primissimo Insidious). Questa continuità di storie e di intreccio è una delle principali prerogative e qualità di una saga che non si è saputa abbassare ai tipici standard degli horror movies e che, malgrado tutto, continua ancora a divertirci e a interessarci.

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