Recensione Onesta #3: Il Padrino (1972)

Lo so, finora non ho certo trattato di capolavori in questa rubrica (in verità molto poco seria), ma, essendomi trovato a vedere finalmente questo cult della cinematografia mondiale, ho partorito l’idea di trasportarlo in chiave “semiseria” nella mia rubrica “Recensioni Oneste”!

Prima di partire con i voti alla pellicola, ci tengo a dire che solo adesso mi rendo conto di quanto fossi stato sciocco a ignorare il film pluripremiato di Francis Ford Coppola, capace di trasportarmi in atmosfere molto lontane da quelle solitamente a me congeniali, appassionandomi e coinvolgendomi in un modo che non avrei ritenuto possibile. Ma, in fondo, è solo l’ennesima dimostrazione che le cose belle possono piacere a tutti e che, a volte, forse non regge più di tanto il motto “de gustibus non est disputandum”.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e prepariamoci a partire!

Cast:

Cosa dire? Il cast de “Il Padrino” è mastodontico. Al Pacino e Marlon Brando sono solo le punte di diamante di un gruppo di attori, che di lì a breve avrebbero dominato la scena del cinema statunitense e mondiale. Un vero e proprio cast stellare, che ha recitato alla grande il film, regalando scene che non possono essere dimenticate.

In questa sede mi sento di sottolineare due scene, in particolare. La prima è proprio quella iniziale, durante la quale Don Vito (Marlon Brando) accarezza un gatto, si alliscia i baffi e porta un suo supplice a umiliarsi per ottenere il suo aiuto. Una scena epica, che ha poi dato vita a migliaia di imitazioni del “padrino”! Quel detto, non detto, quell’atteggiamento silente da capo di una famiglia è emblematico per comprendere quelle che sono le dinamiche che il film di Coppola vuole esplorare (e che esplorerà con maestria ineguagliabile).

E la seconda, che non vorrei affatto ignorare, è quella in cui Connie (Talia Shire) piomba nello studio di Michael per urlargli contro tutta la rabbia e la disperazione che prova per l’assassinio del proprio marito, ideato proprio dal fratello.

Trama:

La trama è molto ben studiata. Ci sono alcuni eventi chiaramente ispirati alla realtà e non si è poi lesinato nel rendere realistici e vividi i clan coinvolti nelle complesse vicende e nei sorprendenti intrighi di un film, che va seguito con attenzione (senza però che annoi in alcun momento).

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Va visto e rivisto, forse, per comprendere ogni passaggio, ma certamente non si può dire che la trama non sia un vero punto di forza per questo film, che quando ti ha lasciato a bocca aperta, allora, riesce a slogarti davvero la mascella! 

Evito di addentrarmi nei dettagli perché assistere a questo film con più conoscenze potrebbe rovinarvi, più e più volte, l’effetto sorpresa.

PS: Trama è comunque una parola chiave, perché chiunque si accinga a guardare il film per la prima volta sarà costretto a scervellarsi per stare dietro alle svariate trame che legano i vari membri della famiglia e che, inoltre, legano le singole famiglie con le altre, in una perenne lotta per il controllo del potere.

Dialoghi:

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Qui mi sentirei di spendere parole al miele tanto per la sceneggiatura che per il doppiaggio. Il “basta” che Michael urla a Connie nella scena che ho sopra menzionato è da applausi. E tutti i dialoghi sono sottili e studiati, e riescono anche ad essere accattivanti, ironici e pieni di verve. Insomma una sceneggiatura davvero da Oscar (vinse il premio della migliore sceneggiatura non originale dato che è ispirata dall’omonimo romanzo di Mario Puzo).

Ma ogni scambio di battute sembra, ai miei occhi, una piccola perla, capace di rivelare un aspetto del mondo dei clan della mafia, del loro codice di onore e del loro modo di agire.

GIUDIZIO CONCLUSIVO:

Insomma, che lo vediate perché vi appassionano i film realistici o che lo vediate semplicemente per arricchire la vostra immaginaria biblioteca di film cult, penso che Il Padrino non possa assolutamente deludervi. Se non lo avete mai visto, preparatevi a un mondo di onore e di ammazzatine, di rispetto, patti, imboscate e tanta teatralità.

Quest’oggi non posso che dare il massimo dei voti.

5/5

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