DOMANDE LEGITTIME #1: Perché Blade Runner 2049 è piaciuto così tanto?

Ieri sera mi sono messo davanti la televisione per guardare questo chiacchierato colossal, diretto da Denis Villeneuve, che voleva essere il sequel del film, “Blade Runner”, del 1982 di Ridley Scott.

E, proprio dalla visione di questo film, ho preso l’idea di inaugurare una nuova rubrica, che chiamerò “domande legittime”, nella quale proverò a interrogarmi o comunque a discorrere su qualcosa del mondo dell’arte – cinematografica, televisiva o letteraria – che non mi è ben chiaro.

brun

Praticamente in ogni angolo della rete ho letto come siano stati evidenziati i difetti di una pellicola che, a mio modo di vedere, non funziona.

Intendiamoci, è un prodotto straordinario, con un’universo cyberpunk intrigante e coerente, con alla base idee che potrebbero fornire notevoli spunti di riflessione sulla deriva della società moderna, e soprattutto con una fotografia incredibile e un cast stellare.

Ma, a questa “custodia” così deliziosa, non si accompagna un contenuto di pari livello.

Gli spettatori lo hanno valutato con favore, ma il film ha incassato molto meno di quanto previsto e anche i più appassionati fan di questo universo hanno comunque dovuto ammettere che qualcosa non andasse. E, quindi, mi chiedo: perché, complessivamente, i giudizi più positivi che negativi sono così tanti per un film con così tanti difetti?

brunne

Innanzi tutto, voglio accodarmi a Ridley Scott che ha evidenziato come il film sia troppo lento. Davvero, il ritmo narrativo è del tutto assente. Il film si arena in ogni scena e in ogni contesto, anche quando lo spettatore non avrebbe bisogno di tempi per assestarsi. È un film con pochissimi dialoghi (e mancano persino i dialoghi che aiuterebbero a seguire l’andamento della storia e la psiche dei personaggi). Alla fine, la storia lo spettatore la deve intuire, ma è talmente inafferrabile il modus operandi delle pedine di questo gioco, che nessuno, almeno alla prima visione, può davvero aver capito quale fosse la trama del film e del perché i vari personaggi abbiano agito in questo o in un altro modo.

Poi, altra cosa che mi ha snervato, è la caratterizzazione dei personaggi. Sembrano tutte facce di una stessa medaglia. Parlano poco e, se lo fanno, lo fanno per giochi di parole, monologhi ampollosi e fumosi. Dicono senza dire. Nessuno ha un comportamento, un’espressività diversa. Sono tutti omologati e la caratterizzazione di quasi tutti è apparentemente assente.

Insomma, troppi difetti, e io, essendo sempre stato uno spettatore e un appassionato di fantasy più che di fantascienza, non riesco a digerire le cose che non sono andate e, quindi, mi chiedo, e probabilmente non mi darò una risposta, sul perché questo film sia piaciuto così tanto…

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