La tiepida prima stagione di Young Sheldon

Se ne era parlato per mesi e c’era una discreta attesa per questo spin-off, di cui già in precedenza ho parlato nel blog. Avendo terminato di guardare la prima stagione, adesso, però, sono pronto a dare qualche opinione sull’intero show e su cosa ha funzionato e, ovviamente, anche su quello che mi ha convinto di meno.

YSS

Come si comprende dal titolo, la prima stagione non mi ha riempito gli occhi. Si può dire che vederla o non vederla cambia poco. Ci sono un milione di serie tv interessanti e ogni anno mi ritrovo a fare una selezione, scegliendo quelle serie da togliere dal mio personale “palinsesto” (e l’app TVTime è app che mi aiuta sensibilmente in questo compito), dato che non posso ridurmi a una mummia mangia popcorn che nella vita guarda solo la televisione.

A parte gli scherzi, guardo molti programmi e questo mi porta ad avere aspettative alte per le serie che guardo, che, mi aspetto, riescano a regalarmi qualcosa di interessante o di divertente. Mi aspetto che mi diano quella ragione per dire “sì, guardo questo e non quest’altro”. Questa ragione, devo ammetterlo, Young Sheldon non me l’ha data.

La nuova serie di Lorre e Molaro dovrebbe essere un comedy e da un comedy mi aspetto risate, ironia, verve. Ma sono elementi che mancano a Young Sheldon, che sembra più che altro un programma basato su un approfondimento del personaggio celebre di Sheldon (protagonista di The Big Bang Theory), che viene ritratto muovere i suoi primi passi in un contesto pregno di buoni sentimenti e cliché americani.

YSSSS

La verità è che sin dall’inizio ho temuto che questa serie non avesse nulla da dire, e posso confermare di trovare la serie priva di obiettivi, di storie da raccontare, che siano adatte a un pubblico che si aspetta di essere intrattenuto a dovere.

Lo show non è nemmeno realizzato male, ma è proprio concettualmente che, a mio modo di vedere, non riesce a funzionare. Potrebbe essere realizzato anche in maniera perfetta, ma continuerebbe a non avere niente da dire.

Una menzione di merito, però, a mio modo di vedere, va riservata Annie Potts, nel ruolo della nonna di Sheldon, e Zoe Perry, nel ruolo della madre, Mary. Entrambe riescono a dare vita a personaggi molto vividi e colorati, che, a tratti, sembrano dare quel quid in più allo show, che vive, però, purtroppo di troppi episodi e storie prive di interesse.

Insomma, sono molto dubbioso di fronte all’idea di seguirne una possibile seconda stagione…

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