Ossa

Mi sono consumato, piano, tra le pieghe di un lenzuolo. Un lenzuolo che conserva ricordi e avvolge ossa.

Il nostro amore ha divorato le carni e lasciato uno scheletro. Ossa martoriate dalla sete di qualcosa di buono, dalla fame di una salvezza ormai insperata.

Solo ricordi restano sul mio corpo stanco, che si posa delicato invocando il dolce veleno dell’incoscienza.

Le mie ossa e ciò che rimane della mia testa anelano i viaggi in mondi dove le assenze non esistono, dove le assenze vengono sostituite da fantastiche presenze.

I sogni, placebo dei miei giorni bui, cercano di dare quiete a un dolore opprimente e costante che non ha posa.

Il nostro amore è andato oltre le carni e adesso amo con le mie ossa, che si distendono stanche su un letto che conserva ricordi.

Le assenze hanno finito i nostri giorni.

Le distanze ci hanno consumato.

Non c’è istante in cui non manchi qualcosa…

Ma le ossa rimangono.

 

Nota: Non so se si possa parlare di una SongFic, ma ho scritto queste parole su ispirazione di una canzone.

Questa:

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