Recensione di Alaska di Brenda Novak: la misoginia interiorizzata torna a colpire

Oggi torniamo a parlare di libri. La mia lettura delle ultime due settimane, infatti, è Alaska, thriller scritto dall’autrice di best seller Brenda Novak. È inoltre il primo capitolo di una saga con protagonista Evelyn Talbot, che è il personaggio principale, per l’appunto, del romanzo di cui mi accingo a parlare.

Provo sentimenti contrastanti nel cercare di definire e di chiarire quella che è la mia opinione dell’opera della Novak. Da una parte, devo sicuramente apprezzare quanto sia intrigante l’idea e l’ambientazione. Il periodare dell’autrice, inoltre, rende la lettura piacevole ed estremamente scorrevole. A tratti Alaska è un intrattenimento paragonabile a una maratona di una serie televisiva non troppo impegnativa, cosa che non trovo necessariamente un difetto.

Dall’altra parte, però, ritengo che il romanzo abbia dei problemi e delle imperfezioni, che, leggendo nel web, non sono state “perdonate” da nessun lettore.

Innanzi tutto, va detto che l’unica vera sorpresa è l’autore dei delitti che danno avvio alla vicenda. Per il resto tutte le congetture e la delineazione di quelle che erano le trame e i crimini perpetrati nell’agghiacciante Hanover House (penitenziario per psicopatici disperso in Alaska) si rivelano estremamente prevedibili, per non dire scontate.

brenda

Ma più di tutto mi sento di criticare un aspetto del libro e mi riferisco alla protagonista, Evelyn. Davvero, continuando a leggere, romanzo dopo romanzo, quando mi imbatto in un libro di un’autrice donna mi ritrovo davanti cinquanta sfumature della stessa protagonista. E, davvero, mi chiedo se davvero sia questa l’immagine che le donne vogliano a tutti i costi dare di sé. Donne perfette, i cui difetti sono più che altro traumi o problemi causati da qualcun altro, incredibilmente piene di empatia, con curriculum brillanti, intelligenze impareggiabili e un corpo sexy.

Davvero? Davvero un’autrice donna non riesce a creare un personaggio femminile autentico? Cioè, a questo punto, mi chiedo se solo gli uomini sono dei mezzi disastri, pieni di contraddizioni, e le donne in realtà sono tutte perfette, meravigliose e sopra la media, oppure le autrici con cui mi sono confrontato di recente sono solo un’eccezione.

Si parla tanto di girl power, di recente, ma secondo me dare un’immagine così stereotipata della donna non fa bene e non fa bene alle donne in primis. Perché devono essere sempre bellissime? In un film posso anche capirlo, ma nella letteratura perché non esiste una protagonista oversize? O perché non esiste una protagonista che non abbia una carriera brillante?

E gli uomini da cui sono attratte… Dio mio… Il sergente Amarok, di cui si infatua Evelyn Talbot in Alaska, è nient’altro che la trasposizione cartacea di una fantasia erotica. Un duro, forte, coraggioso e allo stesso tempo romantico e pronto a legarsi, per nulla avvezzo ai vizi e unicamente sensibile alla sensualità della protagonista… BASTA!

Giuro che il mio desiderio di scrivere nasce anche da questa esasperazione dei modelli che sta compromettendo l’autenticità e la varietà del romanzo moderno. La letteratura deve offrire qualcosa di più complesso e di più sfaccettato di quello che può offrire una serie tv per adolescenti. Non tutti i personaggi di romanzi scritti da autrici di sesso femminile devono per forza essere delle versioni letterarie dei personaggi di “The Vampire Diaries”.

Mi si perdonerà la generalizzazione e non intendo fare di tutta l’erba un fascio, ma volevo essere molto chiaro nel criticare una tendenza che sta prendendo eccessivamente piede e che, per me, è solo un sessismo interiorizzato da parte delle donne, che, parafrasando Zafon, sanno essere i peggiori misogini.

Tornando al romanzo, comunque, darei una sufficienza piena, perché si legge in fretta e cattura l’attenzione del lettore. Una lettura disinvolta e scorrevole che può fare da compagnia in un momento in cui non si hanno troppe pretese e l’unico intento è quello di svagarsi.

3 commenti

  1. Finalmente qualcuno che lo dice!
    Non ho letto il libro ma anche io sono stufa di queste protagoniste perfettine senza difetti! Non corrisponde alla realtà, perché non tutte le donne sono delle pseudo modelle o con una carriera da sogno. Ci vorrebbero più protagoniste conformi alla realtà.

    Piace a 1 persona

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