Recensione di Scrivimi Ancora (Where Rainbows End) di Cecelia Ahern

La mia indole da inguaribile romantico mi ha portato spesso a confrontarmi con letture da teenager, anche se, come ho sempre sostenuto, trovo offensivo considerare alcuni generi di letteratura di serie b ed etichettarli, appunto, come ho appena fatto (con la definizione “letture da teenager”, ndr.). Un libro ben scritto, di qualsiasi genere esso sia, rimane un libro ben scritto. E, oggi, vi parlerò di quello che è stato un grande successo. Un romanzo rosa, in forma epistolare, che è stato un best seller internazionale, ovvero “Scrivimi Ancora” di Cecelia Ahern.

Ai più, il titolo ricorderà un film. Ed infatti l’opera della Ahern è stata adattata, nel 2014, nel film omonimo (“Love, Rosie” nella versione originale).

Il romanzo della Ahern, devo ammetterlo, mi ha sorpreso. Tante volte, approcciandomi a libri che ho conosciuto solo grazie alle trasposizioni cinematografiche, mi sono ritrovato ad essere deluso. Ma, in questo caso, non ho provato nessun senso di insoddisfazione o amaro in bocca. Scrivimi Ancora è un libro ben scritto e un prodotto molto accattivante. Raccoglie la vita di una protagonista, che vive una vita assolutamente normale in cui riesce ad inanellare un numero di sfighe impareggiabile, per il tramite di tutti i messaggi che ha scambiato nel corso della sua esistenza (sotto forma di lettere, email, bigliettini e chat).

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L’idea di rendere una storia non troppo originale (la trama vede due amici per la pelle mancare una serie di occasioni e rincorrersi per tutta la vita senza riuscire mai a vivere l’amore che in realtà li lega sin dall’adolescenza) attraverso questa particolare struttura epistolare è stata una formula assai vincente, che ha dato freschezza e novità al romanzo, che, a tratti, si rivela lettura davvero piacevole e frizzante.

Alla luce della lettura del libro, posso dire che il pregio della Ahern è, in definitiva, quello di saper parlare di sentimenti e di vita comune in un modo che raramente ho scorto negli autori moderni. Le cose assolutamente più consuete diventano cose importanti. La Ahern, infatti, riesce a fare immedesimare il lettore col punto di vista della protagonista, che, ovviamente, vive problemi come la maternità imprevista, i tradimenti del partner e la scarsità di opportunità lavorative, come questioni davvero serie, come, ovviamente, le vivremmo noi in prima persona. Non c’è banalità nel suo modo di narrare, sfruttando la voce dei suoi personaggi. C’è solo un grande sentimento e un grande occhio per leggere e dipingere quella che è la vita di tutti i giorni e quelli che sono i grandi momenti e le grandi emozioni che rendono la vita degna di essere vissuta.

Ho letto il romanzo in una settimana e penso che sia un libro buono per qualsiasi occasione. Consigliatissimo come compagno per una breve vacanza. Ideale per chi riesce ancora ad emozionarsi con le storie semplici, che sanno parlare di amore e di vita.

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