Recensione della seconda stagione di Westworld: La realtà è insostituibile

Provo sentimenti realmente contrastanti, mentre mi accingo a parlare della seconda stagione di Westworld, con l’intenzione e l’augurio di creare un post che possa aiutare i fan a riflettere su quelli che sono stati i punti di forza dello show e coloro che non hanno mai visto il programma a decidere se dare ad esso un’opportunità.

“What is real? That is which is irreplaceable”

Come abbiamo detto, più volte, Westworld è una delle serie TV più apprezzate dalla critica e più seguite negli States. È, senza ombra di dubbio, il più grande investimento della HBO, dopo Game of Thrones, ed è, in qualche modo, destinato ad esserne l’erede nella veste di show di punta dell’emittente.

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Perché, allora, provo sentimenti contrastanti nel parlare di uno show che ha avuto così tanto successo e che, tra cast ed effetti speciali, è uno dei programmi più costosi, al momento, nel panorama televisivo? Semplice. Perché le linee narrative e lo sviluppo del programma rendono Westworld un prodotto molto complicato da seguire e, praticamente, impossibile da comprendere appieno. Anche gli spettatori più attenti, per alcune storyline e per alcuni aspetti della narrazione, non possono essere certi di quale sia la verità. Ci si deve limitare a costruire delle teorie, cercando di immaginarne di abbastanza coerenti da “resistere” alle decine di colpi di scena che cambiano, minuto dopo minuto, il contesto e quella che è la storia e il background che avevamo percepito.

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Westworld è in grado di fare tabula rasa di tutto ciò che hai compreso con un singolo episodio, in cui – in maniera assolutamente non limpida – ti viene mostrato come, in realtà, le cose erano andate in maniera diversa. C’è sempre un piano dietro ogni cosa, un tranello dietro ogni svolta. Mi arrischierei a definirlo uno show “intreccianeuroni”, che ha vissuto, tuttavia, una stagione apprezzabile, fatta di colpi di scena (come già detto) ma anche di momenti di riflessione e stallo.

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A tratti, infatti, lo show si è perso in episodi che, forse, è troppo definire piatti, ma che sicuramente sono stati troppo lenti, per permettere allo spettatore di godere appieno dei sessanta (almeno) minuti di durata della singola puntata.

A margine, dobbiamo fare un plauso per gli aspetti tecnici, per la regia e per la recitazione. Evan Rachel Wood e Thandie Newton, a mio modo di vedere, sono delle attrazioni. Sono delle attrici meravigliose e coinvolgenti. Giuro, spero di vederle nei cosiddetti “blockbuster” movies da ora in poi, perché se lo meritano.

La fotografia, infine, è stata un punto di merito non da sottovalutare. Spesso i colori delle immagini e le combinazioni tra campo largo e primo piano sono state un fiore all’occhiello, in una narrazione che aveva necessità di assistenza dal punto di vista tecnico, per garantirsi l’attenzione costante del pubblico.

3 commenti

  1. Ho appena finito anche io la seconda stagione e all’inizio ero perplessa, nel senso che non capivo se effettivamente mi era piaciuta o no. Devo dire innanzitutto che mi è piaciuta di meno della prima stagione, perché non ho sentito quel coinvolgimento emotivo, se non per pochi tratti. Non mi hanno disturbato gli episodi più lenti e apparentemente superflui, anzi grazie a quelli ho sentito una vicinanza maggiore ai personaggi. Il problema credo sia nella trama. La fotografia, i dialoghi, la colonna sonora, gli attori, i costumi…sono tutti perfetti. Ma se la trama non colpisce, c’è poco da fare, rimane una perfezione un tantino vuota! Ho visto tante serie in passato “strizza neuroni”: prendo come esempio lost, una serie che pone 100 domande e risponde alla metà alla fine dei giochi. Ma ero molto coinvolta e la trama per ogni puntata ti dava sempre qualcosa. Qui invece non ho sentito lo stesso, soprattutto paragonata alla prima stagione. Io credo che, dato che si dice che westworld consti di 5 stagioni, che questa sia la stagione che fa da ponte, perché guardando il finale penso che con la terza Ci sarà una rivoluzione del contesto. Quindi voglio vederla come una stagione di passaggio per cose future più grandi. In ogni caso l’idea alla base non era male, ma avrei preferito un modo diverso per sviluppare la ribellione degli host, qualcosa di più accattivante! I salti di tempo e le cose non dette o poco chiare sicuramente l’hanno resa più intrigante, ma sento comunque che manchi qualcosa alla base. Insomma questa è la mia opinione

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    1. Se metti questo commento su Reddit ti darei oro. Questo commento è d’oro. Ti do il benvenuto per richiedere di aderire a r/WestworldMyth

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