Recensione de “La Donna di Ghiaccio” di Robert Bryndza

Ero molto indeciso su quale sarebbe stata la mia lettura di queste settimane e, alla fine, incuriosito dalle pile del nuovo romanzo di Bryndza sugli scaffali delle librerie, ho deciso di dare una chance allo scrittore britannico, cominciando, però, dal suo primo romanzo, “La Donna di Ghiaccio”.

Come avrete capito da altri miei post, amo molto i thriller e i romanzi in cui si tratta di delitti irrisolti. Il successo e le recensioni positive, dunque, sono state l’ultimo stimolo per iniziare a leggere l’opera di Bryndza.

“La Donna di Ghiaccio” vede al proprio centro il delitto di una ricca e avvenente ereditiera, il cui omicidio resta nel mistero specialmente a causa delle continue intromissioni della famiglia nelle indagini della polizia metropolitana. Queste indagini, però, giungeranno poi ad una svolta per la determinazione di Erika Foster, la detective ispettore capo protagonista del libro.

donna

Nel recensire il romanzo voglio partire proprio da qui, dalla protagonista. Ho finalmente trovato un personaggio femminile credibile, dopo una peregrinazione infruttuosa negli ultimi romanzi da me letti. Anche se mi pare assurdo che, per vedere una donna credibile nella letteratura moderna, debba ricorrere alla penna di un uomo. Ma questo conferma una mia teoria, già precedentemente espressa, su come le autrici donne tendano ad essere un po’ misogine nel creare le loro protagoniste in modo stucchevole e artefatto, costruendo archetipi di donne perfette e davvero incredibili. Si intenda, non voglio fare una critica troppo generalizzata, ma semplicemente constatare quella che sembra star diventando una costante nella letteratura moderna.

Erika Foster è una donna molto intelligente, ma è anche una donna irrazionale, impulsiva, provata (direi quasi distrutta) dal proprio passato. Per nulla ossessionata dall’apparenza estetica, tra l’altro; è una donna che non viene presentata mai come una sventolona sexy che fa girare la testa a tutti gli uomini che incontra.

La storia, poi, risulta accattivante e il mistero si infittisce al punto giusto, senza creare grossi buchi di logica, se non diamo peso al fatto che le indagini condotte dai colleghi di Erika siano il tripudio della più bieca incompetenza (ma più che un buco di logica, credo sia un messaggio di denuncia che voleva inserire Bryndza per sottolineare gli effetti negativi dei giochi di potere in qualsiasi ambito).

donna di ghia

I personaggi, specialmente i membri della famiglia della vittima, sono estremamente vividi e intriganti. Il ritmo narrativo è un crescendo tamburellante che porta a un finale emozionante.

I difetti? Trovo sempre fastidioso il clichè del “villain” – in questo caso del killer – che, quando si ritrova contro la protagonista, anziché ucciderla in fretta inizia il consueto monologo, che dà tempo ai soccorsi di intervenire.

A parte questo, credo che il romanzo d’esordio di Bryndza sia buono. Una lettura scorrevole e una storia ben costruita.

3 commenti

  1. Che bella la foto con tutte le copertine straniere, è sempre interessante vedere ciò che viene cambiato da un PAese all’altro 🙂 Per quanto riguarda il libro non l’ho mai letto ma ne avevo sentito molto parlare. Non si tratta del mio genere preferito ma a volte ho trovato delle piacevoli sorprese. Questo me lo segno 🙂

    Piace a 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...