Recensione di Hannibal Lecter – Le Origini del Male di Thomas Harris: che la maratona Hannibal abbia inizio

Dopo aver atteso per anni, finalmente ho trovato una raccolta dei romanzi di Thomas Harris. Da grandissimo fan della serie e dei film realizzati sul personaggio di Hannibal Lecter, protagonista proprio di una serie di romanzi firmati Thomas Harris, ho atteso di avere per le mani le opere letterarie da cui l’universo che tanto avevo apprezzato negli schermi ha preso forma.

Nella raccolta, edita Mondadori, il primo romanzo è quello che cronologicamente sarebbe il primo della storia e che, invece, è l’ultimo pubblicato (è stato pubblicato nel 2006). Si tratta di Hannibal Lecter – Le Origini del Male, e non è altro che un prequel, un prologo, che narra l’infanzia e l’adolescenza del killer cannibale più famoso della letteratura e della cinematografia mondiale.

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Ho trovato il romanzo, forse, al di sotto delle mie aspettative. Lo stile è ben curato, la terminologia e il lessico sono iper-ricercati, con una passione per i termini rari, desueti. Una precisione linguistica che oserei definire chirurgica, al punto tale da rendere, a tratti, difficile la lettura anche per qualcuno che ha una dimestichezza più che discreta con la lingua. Certo, si tratta di una traduzione quella che ho letto, ma ritengo che la traduzione persegua sicuramente quello che era l’intento di Harris di essere quanto più preciso possibile.

Va sottolineato, come si evince anche dai Ringraziamenti annessi all’opera, che Harris si sia documentato a lungo e che si sia confrontato con professori ed esperti, pur di realizzare un ritratto della Francia postbellica (seconda Guerra Mondiale, ndr.) quanto più fedele possibile.

L’attenzione al dettaglio, che diventa accanita e puntigliosa specialmente in merito alla descrizione del personaggio di Lady Murasaki, a mio modo di vedere non si rivela essere un pregio del romanzo, quanto piuttosto un difetto. Sono passati i tempi de “I Promessi Sposi”, un romanzo del nuovo millennio, forse, dovrebbe dare maggior risalto alla storia. Specialmente perché si tratta di una sorta di thriller biografico, che deve approfondire la storia di un personaggio amato già da una fanbase consolidata, e il cui valore storiografico non è che una particolarità che dovrebbe rendere più appetibile la lettura. E, invece, questa attenzione e questa ricercatezza finiscono, secondo me, per creare troppi stacchi e troppe difficoltà in una storia che non scorre fluidamente e che finisce per dare poco spazio a quello che maggiormente interesserebbe al lettore.

Ciò non toglie, però, che, proprio perché è frutto di un lavoro meticoloso e convincente, Hannibal Lecter – Le Origini del Male sia un buon libro. Forse privo di quella narrazione adrenalinica che mi sarei aspettato, ma sicuramente ben costruito, che si rivela, oltretutto, fonte di crescita culturale per il lettore.

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