Hereditary disturbante come pochi: la mia recensione del film di Ari Aster

Hereditary è un film horror che ha stimolato un gran parlare e ottime recensioni della critica (che lo ha accolto più calorosamente del pubblico). La pellicola, che segna l’esordio alla regia di Aster, ha avuto anche un discreto successo al box office negli USA e adesso è sbarcata in Italia, pronta a fare conoscere un universo disturbante e che difficilmente se ne andrà dalla mente del singolo spettatore.

Partiamo descrivendo la trama in breve del lungometraggio. La storia, in poche ed essenziali parole, tratta di una famiglia (concetto che si lega con il titolo), la famiglia Leigh, alle prese con una serie di situazioni inquietanti, che, in definitiva, discendono dal fatto che la nonna, nonché madre della protagonista, era, ad insaputa degli altri parenti, a capo di una setta che professava il culto di un re dell’inferno. Bastano queste poche righe per far capire tutte le dinamiche del film, che, durante la visione, invece, rivela le trame nascoste con grande lentezza, creando una suspense forse finanche eccessiva.

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Il film, come è già stato affermato da molti prima di me,  non si presenta come classico horror, tutto jumpscare e/o sbudellamenti. È un film che disturba, che crea un profondo disagio nello spettatore, che è costretto a guardare e ad assistere a scene ed immagini che avrebbe preferito non vedere. È un film che, in alcuni suoi spezzoni, riesce anche ad essere unico ed originale nel modo in cui inquieta e atterrisce lo spettatore. È un horror, in definitiva, che riesce a terrorizzare, ma soprattutto a far riflettere il pubblico su immagini e accadimenti a dir poco spaventosi e agghiaccianti, che vengono descritti e trasposti sullo schermo con una crudezza priva di orpelli che è forse la firma più evidente di Aster.

È, dunque, un prodotto riuscito, che crea quella strana e agghiacciante esperienza che, in fondo, ogni fan dei film horror ricerca nella visione di queste pellicole.

È un film, però, in cui è presente anche qualche difetto, che non lo può, a mio modo di vedere, fare assurgere al livello dei capisaldi del cinema dell’orrore degli ultimi anni.

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Innanzi tutto, dal mio punto di vista, le inquadrature finiscono per disorientare lo spettatore, che non sa effettivamente mai quale sia il punto di osservazione da prediligere e che si ritrova, per altro, sballottato da un continuo ping pong (troppo accelerato) fra scene “innocue” e scene inquietanti. Il tutto è inoltre corredato da una colonna sonora tipicamente da horror che appesantisce anche le scene iniziali del film e quelle in cui lo spettatore dovrebbe “respirare” nell’attesa del prossimo spavento.

Parlando del film, prima di concludere, vorrei anche inserire una piccola nota di colore, affermando di aver trovato davvero sgradevoli gli attori, quasi tutti talmente spiacevoli nell’aspetto da farci presagire che non ci saremmo dovuti aspettare spettacoli ameni nel corso del film.

Tornando seri, però, vorrei ribadire come Hereditary svolga il suo compito di inquietare e spaventare, specialmente con un finale che incrementa la tensione e l’angoscia del pubblico in un continuo crescendo, e che, per questa ragione, pur non trovandolo un capolavoro imperdibile, mi sento di consigliarlo agli appassionati del genere.

5 commenti

      1. Io invece l’ho visto di recente: è uno dei tanti cult che ho visto soltanto l’anno scorso (V per Vendetta, L.A. Confidential, I guerrieri della notte eccetera). Tutti i film in questione strameritano il successo che hanno avuto. Grazie per la risposta! 🙂

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      2. Sono totalmente d’accordo con te. E infatti quando pubblico un nuovo post non me ne frega nulla delle visualizzazioni e dei Mi piace, ma spero sempre di ricevere tanti commenti: l’interazione con gli altri bloggers è il lato più bello di WordPress. Talvolta ci riesco ad innescare questo dibattito e talvolta no, ma quando mi rendo conto di esserci riuscito è davvero una soddisfazione immensa. Buon fine settimana! 🙂

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