Recensione de “Gli Incredibili II”: la Pixar non sbaglia mai

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Oggi torniamo a parlare di film di animazione e lo facciamo con la recensione de “Gli Incredibili II”, sequel della commedia animata di successo, sempre a tema super eroi, datata 2004 “Gli Incredibili – Una Normale Famiglia di Supereroi”.

Va detto che c’era molta attesa attorno a questo secondo film, dato che il primo film era sicuramente stato un esperimento riuscito della Pixar, in grado di far appassionare e (soprattutto) di portare al cinema molte persone, adulti e bambini, per vedere un film a tema di super eroi, molto prima che i super eroi divenissero un trend, specialmente con il rilascio del film dedicato agli Avengers, da parte della Marvel.

Il film era stato accolto da un’ottima critica e questo seguito non è stato da meno. La qualità del film è stata, poi, certificata da un ottimo riscontro economico al botteghino, in queste prime settimane nei Cinema.

Parlando della pellicola, in sé, bisogna partire col dire che il film, a mio modo di vedere, non delude le aspettative e schiaccia l’occhio alla sua fan base in maniera adeguata (era impensabile, ad esempio, che non ci fosse nemmeno un’apparizione della stravagante e bizzarra stilista Edna Mode, personaggio diventato iconico col primo film, in questo seguito).

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La storia, forse, risulta un po’ prevedibile, ma dietro alla prevedibilità dello sviluppo della trama si riscontrano alcuni elementi sicuramente positivi. Innanzi tutto, va detto, che i messaggi e le sotto-trame inserite nel film sono sicuramente contenuti “maturi”, se mi si passa il termine. Oltre alle scene comiche e alle battaglie spettacolari, infatti, nel film si parla dell’effetto che ha sulla mente umana la percezione, dell’influenza dei mass-media. Si mette in luce come, tante volte, l’opinione che si ha di una cosa non è un’opinione spontanea, ma dettata da come ci viene presentata. Si parla, nel film, di autocoscienza e di difficoltà a giudicare tutto in modo obiettivo.

Lo stesso malvagio del film è un personaggio illuminante, che critica le nostre abitudini sociali, la nostra predisposizione a farci fare il lavaggio del cervello. Come detto, contenuti maturi. Forse un po’ troppo per un film che, comunque, è destinato anche ai bambini (malgrado i fan fidelizzati da tale universo fittizio ormai abbiano più di vent’anni). Tuttavia, devo ammettere, che apprezzo il fatto che la Pixar stia decidendo sempre di più di rendere i suoi film tridimensionali, di cercare di educare – in modo sempre “sano” – i bambini, di aprir loro un mondo sul quale devono farsi delle domande.

Apprezzo la pellicola specialmente per questo. E ritengo la commedia animata in questione davvero un film solido, che scorre via veloce davanti agli occhi del pubblico, entusiasta per le atmosfere divertenti e per le battute frizzanti!

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