La seconda stagione di Medici ci ha fatto dimenticare tutti gli errori della prima

Già in precedenza ho parlato di Medici, la produzione televisiva italo-britannica, che è stata trasmessa, in prima visione, sui canali RAI. La serie dedicata alle vicende della più importante famiglia della storia fiorentina, un paio d’anni fa, aveva fatto il suo esordio con una prima stagione che aveva raccontato l’ascesa di Cosimo de’ Medici, e, ai tempi, aveva riscosso un grandissimo interesse. Come avevo già sottolineato in precedenza, non si parlava d’altro, tutti avevano dato una chance alla serie.

Eppure, molti spettatori ne erano rimasti delusi. Io, in primis, mi sono trovato ad odiare la prima stagione che,a mio modo di vedere, era piena di difetti, con un doppiaggio intollerabile e un progredire delle puntate piuttosto noioso e privo di guizzi, interpretativi e registici.

Tutta un’altra storia, invece, questa seconda stagione. Forse per curiosità, più che per interesse, ho seguito questa seconda stagione e sono stato piacevolmente sorpreso (qui potete leggere le mie prime impressioni).

Questa stagione, per come intendo la narrazione televisiva, è stata molto buona e con pochi difetti. La regia ha sfruttato il grande cast e il – sicuramente cospicuo – budget a disposizione. La produzione è stata perfetta, rendendo le immagini dello show davvero vivide. Un prodotto che definirei seducente nel suo essere anche molto romanzato e, in alcuni aspetti, poco fedele alla realtà.

Sono state tante le tematiche che hanno intrigato, in questa stagione, dalla rivalità fra Medici e Pazzi all’ambiguo rapporto fra Lorenzo e Francesco, passando per l’amore folle di Giuliano per Simonetta Vespucci.

Sembrava, a tratti, una serie inventata di sana pianta, talmente era sorprendente l’intensità con cui le storie prendevano piede e le svolte che venivano inscenate, e che ci hanno portato a un finale di stagione davvero clamoroso.

Infatti, se il commento alla stagione è pressoché entusiastico, lo dobbiamo ai due episodi conclusivi che sono stati un crescendo di pathos davvero ineguagliabile. Un pathos perfettamente reso dalle scelte registiche, dalla colonna sonora e dall’interpretazione dei protagonisti, che si sono rivelati, tutti insieme, fattori decisivi perché la serie facesse un grande salto di qualità e ci facesse dimenticare la precedente.

2 commenti

  1. Essendomi persa la messa in onda sulla Rai devo ancora recuperare le puntate su Rai Play, al momento ho visto solo le prime due puntate, come ti dicevo (se non ricordo male) qualche tempo fa. Mi sta piacendo molto e quindi conto di recuperare il prima possibile anche il resto. C’è anche da dire che ho anche una cotta per Bradley James dai tempi di Merlin!
    Non posso ancora dare un’opinione completa sulla serie ma per ora è di molto superiore alla prima.
    Ti riaggiornerò prossimamente!

    Piace a 1 persona

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