Maniac: quando la malattia mentale diventa Serie TV

Come state lettori? Io potrei stare meglio, dato che oggi inizio la scuola di specializzazione e vorrei semplicemente rimanere a casa, a poltrire sul divano. Divagazioni a parte, oggi voglio parlarvi di una serie TV che ho visto principalmente perché mi incuriosiva la partecipazione di Emma Stone a un progetto Netflix.

Maniac, infatti, è una mini-serie Netflix, creata e diretta da Cary Fukunaga, con protagonisti Emma Stone (Annie Landsberg) e Jonah Hill (Owen Milgrim).

Scopro, girovagando per Wikipedia, che la serie non è nemmeno un inedito, ma si tratta del rifacimento di una precedente serie norvegese.

Lo show della Fukunaga, come si capirà dal titolo, è uno show che tratta di malattia mentale, ma lo fa in una chiave originale, miscelando più fattori e più generi. La commistione di elementi, la molteplicità di piani narrativi e la patina di surrealtà che mantiene l’intera serie, porta, come conseguenza necessaria, un’evidente difficoltà di riassumere e tratteggiare, a parole, i contorni di “Maniac”.

Come si intuisce, è difficile, persino, catalogare la serie e individuarne il genere. Io mi azzarderei a dire che è un misto fra una serie fantascientifica e un dramma introspettivo.

La storia (ambientata in un’epoca simile agli anni ottanta ma con larghi tratti futuristici), in breve, è quella di due individui che si sottopongono a un trial clinico, in cui proveranno tre pillole, create da due scienziati, che dovrebbero rappresentare una sorta di “metodo farmaceutico per raggiungere la felicità”. Su internet si parla di come le tre pillole sostituirebbero, in sostanza, la terapia psicologica comunicativa.

Durante questa sperimentazione, Owen e Annie, si troveranno a viaggiare in mondi onirici, nei quali, principalmente, si troveranno a confrontarsi con ciò che hanno di irrisolto nelle loro vite, in un susseguirsi di scene tragicomiche.

Solo nel finale, però, la serie rivelerà che ciò che si è visto in precedenza è stato solo un modo per denunciare come la malattia mentale venga vista dai “soggetti sani”, e di come dovrebbe cambiare il modo di approcciarsi alla stessa e di sostenere i malati mentali.

A conclusione di questo articolo, mi sento di dire che Maniac è una serie, nel suo genere tutto particolare, ben realizzata, che riesce a colpirti con un finale dalle emozioni forti. Non è una serie convenzionale, ma può essere apprezzata anche e soprattutto per la grande prova dei due attori. Non è tuttavia consigliata a coloro che cerchino delle storie “tradizionali”.

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