Prime impressioni su “L’Amica Geniale”: la serie-evento di Saverio Costanzo

Martedì è iniziata una delle serie più anticipate e pubblicizzate sui canali Rai, “L’Amica Geniale”, frutto di una produzione italo-statunitense (vediamo, infatti, anche la partecipazione dell’HBO) che traspone televisivamente la serie di romanzi omonima, scritta da Elena Ferrante.

Una premessa necessaria va fatta: chi scrive l’articolo non conosce la serie di romanzi, pertanto i miei pareri non possono riguardare la corrispondenza della serie al libro. Tuttavia, visto che se n’è parlato tanto, proviamo a spendere due parole su questa serie prodotta e girata nel nostro Paese.

Le due puntate iniziali, a mio modo di vedere, sono state molto efficaci e, sicuramente, non hanno deluso le aspettative di coloro che si aspettavano qualcosa di interessante da un programma che viene pubblicizzato come “serie-evento”. Sono state, infatti, puntate particolarmente fluide e affascinanti.

Affascinanti, sì. Penso che sia questo il termine giusto per definire ciò che ho visto in televisione, in quanto le storie narrate nello show ti affascinano in un modo che non si riesce nemmeno bene a spiegare. Sarà che conosci realtà di cui non eri informato, sarà che ti perdi a confrontare l’epoca narrata con quella attuale. Hai quella curiosità di capire quel mondo, ormai, tanto distante da te, di capire cosa ti sta davvero colpendo di questa narrazione, ambientata negli anni ’50, in una Napoli che si rivela foriera di atmosfere uniche e intriganti.

Se, infatti, quegli stessi anni sono stati trasposti in numerose fiction della RAI, ne “L’Amica Geniale”, l’epoca in questione assume dei risvolti e delle sfumature inedite, anche se certamente fosche.

La storia, in breve, tratta di un’amicizia fra due studentesse, una delle quali sembra quasi avere un “dono”, che la porta a spiccare e a “comprendere” poi la realtà in un modo particolare.

L’intera vicenda, poi, è narrata da una delle due amiche, che è intenta a scrivere la storia della vita dell’altra, dopo che questa, moltissimi anni dopo le vicende che verranno poi narrate, scompare e teatralmente cerca di cancellare ogni traccia del suo passaggio nelle vite di coloro che la conoscevano.

Il tutto ci appare molto intrigante e la realizzazione della serie, sotto molteplici profili (dalla sorprendente recitazione alle scelte registiche), incrementa l’interesse per questo prodotto, che, come ho già detto, trovo sicuramente funzionante e avvincente, in un modo tutto suo di esserlo.

 

3 pensieri riguardo “Prime impressioni su “L’Amica Geniale”: la serie-evento di Saverio Costanzo

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