Recensione di “A Very English Scandal”, la miniserie BBC One acclamata dalla critica

Buongiorno lettori, oggi torno alla tastiera (e, dunque, nelle pagine del blog) per parlare di una miniserie che ha avuto ottimi riscontri di critica e numerose nominations (e premi) per vari riconoscimenti, vincendo, tra l’altro, il Golden Globe per miglior attore non protagonista in una miniserie (Ben Whishaw).

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Sto parlando di “A Very English Scandal”, miniserie della BBC One (tratta da un omonimo libro di John Preston) dedicata a uno scandalo che ha sicuramente ottenuto enorme interesse, a livello mediatico, e che, in definitiva, ha segnato profondamente una pagina della storia del Regno Unito. In breve lo show televisivo tratta dello scandalo che ha travolto, negli anni ’70, lo storico capo del partito liberale Jeremy Thorpe (Hugh Grant) e indaga sulle origini di questa vicenda, andando ad approfondire la relazione omosessuale che questi aveva sviluppato con Norman (Ben Whishaw).

Durante il programma comprendiamo, in maniera molto rapida, quello che era il difficile contesto per gli omosessuali in Inghilterra (la sodomia è rimasta reato per lungo tempo), e non solo. Indirettamente comprendiamo anche quelle che erano le conseguenze negative di rischiare la galera per quello che era considerato un vero e proprio reato. Nessuno era in grado di fidarsi di nessuno e avere un semplice rapporto sessuale poteva segnarti a vita, specialmente se eri, come il protagonista, un personaggio pubblico.

Le tre puntate, della durata di poco meno di un’ora, costituiscono una miniserie ben realizzata, con una buona regia, che fa quel che può, con un minutaggio fin troppo stringato per creare un vero e proprio capolavoro.

Dello show, comunque, si apprezza, in particolar modo, la performance degli attori protagonisti, con Whishaw davvero formidabile e Hugh Grant perfettamente calato nella parte (che poi tutti i suoi ruoli si somiglino è un altro discorso).

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Inoltre va apprezzata la serie per il fatto che descriva un periodo storico e lo faccia con grande dinamismo, rendendo lo show, tra l’altro, persino divertente (non il solito polpettone in cui ogni minimo dettaglio tira via un’ora di tempo).

Devo ammettere, dunque, di avere davvero apprezzato “A Very English Scandal”, e, dal momento che si tratta di una serie veramente breve, mi sento di consigliarla vivamente a chiunque voglia godersi uno show che offra uno spaccato storico senza annoiare minimamente!

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