Recensione de “La Favorita”, il film che ha portato Olivia Colman all’Oscar

Ieri sera ho finalmente visto “La Favorita”, uno dei film più importanti e più acclamati della passata stagione cinematografica, in grado di ricevere numerosissime candidature e alcuni prestigiosissimi riconoscimenti, tra cui, ovviamente, faccio riferimento al Premio Oscar alla migliore attrice protagonista, attribuito ad Olivia Colman.

La pellicola, diretta da Yorgos Lanthimos, è ambientata nel 1706 e narra le vicende della regina Anna (Olivia Colman) di Inghilterra, una donna volubile e fragile, decisamente sensibile al fascino femminile di Lady Malborough, la donna che, a causa della malattia della stessa regina, si occupa degli affari di stato nel corso della guerra fra Inghilterra e Francia. A scombinare l’idillio tra Anna e Lady Malborough è Abigail Hill (Emma Stone), una cugina della stessa Lady Malborough (Rachel Weisz) caduta in disgrazia ma desiderosa di ricominciare la sua scalata sociale, proprio insinuandosi nelle pieghe del rapporto fra la regina e la sua favorita.

Il primo interrogativo a cui mi piacerebbe rispondere con questo articolo è il seguente: Meritava l’oscar come miglior film?

Per diverso tempo, infatti, La Favorita è stato considerato il film più quotato per la statuetta, salvo un crescendo di consensi, nelle ultime settimane, proprio per il film, alla fine, premiato con tale riconoscimento, ovvero Green Book.

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Ritengo che i due film siano molto ben realizzati e piacevoli da guardare. Da una parte La Favorita riesce ad attirare il consenso per la cura dei dettagli, le inquadrature molto originali, e la brillante recitazione delle tre protagoniste (a mio modo di vedere, infatti, non è facile individuare chi fra la Colman, la Weisz e la Stone sia più al centro di questa storia corale). Dall’altra abbiamo un film commovente, che lancia un bellissimo messaggio di amicizia e inclusione, e vede davvero brillare Mahershala Ali nel ruolo di Don Shirley.

Tirando le somme, devo ammetterlo, ritengo di essere d’accordo con l’Academy. Penso che Green Book sia un film impegnato ma piacevole, uno di quei film di cui difficilmente ci si stanca e che penso che rivedrò più volte nella mia vita. D’altro canto La Favorita è una pellicola molto ben costruita, che ti fa immergere nell’atmosfera della corte di una bizzarra e sofferente regina, ma che, forse, non diventa capolavoro imprescindibile per il bagaglio di un appassionato di cinema.

Del film di Lanthimos apprezzo maggiormente il perfetto equilibrio raggiunto fra istanze surrealiste ed esigenza di verità. Mi azzarderei a dire che è un film realistico che racconta alcuni episodi in modo surreale, e, soprattutto, coinvolgente.

Olivia Colman è perfetta, in un ruolo complicatissimo, e le sue due colleghe non lasciano nulla al caso, regalandoci scene straordinarie, per intensità ed espressività. Un bellissimo copione che valorizza al massimo le interpreti.

A chi non avesse visto ancora il film, pertanto, mi sento di consigliarlo vivamente, perché è certamente valido e propone una realtà intrigante da essere guardata!

 

Un commento

  1. Ho visto “La Favorita” tempo fa al cinema. Ho apprezzato molto questo film per le inquadrature, l’attenzione ai dettagli e l’interpretazione delle tre attrici protagoniste. L’aspetto che mi ha colpito di più è stata la rivisitazione dei luoghi comuni attraverso con un tono da commedia nera.

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