Recensione di Spiderman Un Nuovo Universo: sperimentale ma intrigante

Ho recuperato il fim d’animazione più premiato della passata stagione cinematografica. Parlo proprio di Spiderman Un Nuovo Universo (Into the Spider-Verse), il film d’animazione che ha ricevuto anche l’Oscar agli ultimi Academy Award.

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La curiosità di vedere questo film era stata suscitata dai numerosi commenti positivi trovati sul web. Si parlava di un film davvero sorprendente e, forse, un pelino sottovalutato dal pubblico. In effetti di questo film si è parlato molto poco, ma ritengo questo scarso clamore un fenomeno fisiologico, considerando che si è davvero inflazionato eccessivamente il brand Spiderman al Cinema, specialmente negli ultimi anni, con la chiusura della saga di “Amazing Spiderman” e l’inizio di un nuovo reboot con Tom Holland.

Cosa dire, però, nello specifico di questo nuovo film del brand? Devo dire che le recensioni positive e l’accoglienza entusiastica sono senz’altro giustificate.

Facciamo attenzione, però, Spiderman – Un Nuovo Universo non è il più bel film d’animazione che abbia visto. Forse non si avvicina nemmeno alla top 3, ma si tratta di un progetto veramente interessante e “maturo”.

Interessante perché, al suo interno, si rielaborano i materiali dei fumetti dedicati al supereroe marvel più amato in un modo innovativo e originale, costruendo un film divertente e per nulla noioso.

Maturo perché, già dai dialoghi, si capisce che ogni aspetto della pellicola è davvero studiato nei minimi dettagli e che la regia aveva l’intento di creare un film d’animazione che fosse veramente vicino alla profondità e alla tridimensionalità dei live action movies. I dialoghi sono davvero curati, e le voci di Mahershala Ali, Jake Johnson e Shameik Moore sono perfette per rendere vividi i personaggi.

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Del film, inoltre, ho apprezzato l’idea di scombinare le carte in tavola in più e più modi e sotto una pluralità di profili. Abbiamo, infatti, un protagonista di etnia ispanica, abbiamo due super eroine donne e, come è ormai tendenza degli ultimi anni, le tematiche che escono fuori, nel corso della pellicola, sono sicuramente più controverse rispetto al passato. Non si tratta, infatti, nemmeno in questo caso, di un film per bambini. Tra i vari temi di cui si potrebbe fare un approfondimento, scelgo di parlare della figura dello zio Aaron, che, a mio modo di vedere, appare emblematica per dimostrare come l’animazione sia ormai in rapida evoluzione e chieda uno sforzo di comprensione ai più piccoli.

Si chiede, in definitiva, ai bambini (e al pubblico, in genere) di accettare che non esiste solo il bianco e il nero, e che un personaggio può essere, per certi versi, cattivo e, per altri, buono. Lo zio Aaron è un personaggio molto interessante. Dimostra come le scelte sbagliate e i fallimenti possano portarti su un sentiero lontano dalla “retta via” e, malgrado ciò, egli continua ad essere amato dal nipote, che, pure, prima della sua morte, era venuto a conoscenza del fatto che lavorasse per Kingpin.

Quindi, in estrema sintesi, cari lettori, vi consiglio di recuperarlo. Non so se vi piacerà o meno, ma è un progetto molto interessante, che porta sullo schermo delle scene che non ci saremmo mai immaginati di vedere all’interno dello “spiderverse”.

2 pensieri riguardo “Recensione di Spiderman Un Nuovo Universo: sperimentale ma intrigante

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