CULT MOVIES #3: 500 Days of Summer

Oggi si continua con la nuova rubrica dedicata ai film cult (o da ricordare) e si parla di quella che è una commedia romantica molto singolare (anche se io vedo il film quasi come un’opera drammatica). Sto parlando di 500 Days of Summer, film del 2009 diretto da Marc Webb, con protagonisti Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel.

Mi sono chiesto la ragione per cui 500 Days of Summer fosse un film così chiacchierato, tant’è che alcuni canali youtube che seguo ne parlano ancora, ma, dopo averlo recuperato, ho capito esattamente perché il film in questione ha avuto questo successo.

In qualche modo, potrei dire che 500 Days of Summer rappresenta l’amore in una generazione, la nostra, in cui è difficile lasciarsi andare e accettare di dovere qualcosa a qualcuno. Il personaggio interpretato da Zooey, Summer (Sole, nella versione doppiata), è emblematico. Ci fa comprendere come, a volte, anche quando sembra tutto funzionare, in realtà siamo molto lontani dal provare qualcosa di totalizzante come dovrebbe essere l’amore. E, anzi, spesso viviamo in un preconcetto: io non voglio avere storie serie. Avere una storia seria, nella nostra generazione, è visto come una rinuncia.

Eppure, durante il film, questa stoica presa di posizione viene messa in discussione. Per la quasi intera durata del film assistiamo a una contrapposizione. La visione di Tom (Joseph Gordon-Levitt), che crede nel destino e nell’amore incondizionato, e quella di Summer, che, invece appare refrattaria a questi sentimentalismi, anche quando percepisce di essere veramente attratta da un uomo.

Infine, il film ci dimostra che anche la nostra generazione non è indifferente aprioristicamente all’amore. Anzi, riusciamo ad essere ben disposti e a stravolgere tutto, in un battito di ciglia, a patto che l’altra persona ci faccia sentire sicuri. Il messaggio che ho dedotto dal film è più o meno questo: se la persona di cui mi innamoro mi fa capire che non è una rinuncia impegnarmi, allora riesco a lasciarmi andare e a dare tutto me stesso.

È, comunque, un film dalle molteplici chiave di lettura, in cui, per quasi tutto il tempo, però, ci si trova a solidarizzare con Tom e a desiderare di prendere a manganellate il personaggio della Deschanel, che sembra, quasi, approfittarsene della sua controparte maschile, senza minimamente curarsi di ferirne i sentimenti.

Che dire, dunque? Penso che vedere 500 Days of Summer sia un bel modo per riflettere sull’amore ai tempi di oggi, su questa benedetta crisi dell’amore e sulle difficoltà che si riscontrano a innamorarsi pienamente e incondizionatamente.

7 commenti

  1. Rieccomi! Volevo dirti che, vista e letta e timbrata la tua recensione, sto per inserire il film da te indicato. Deve essere molto interessante vederlo. Non appena avrò tempo, non me lo farò mancare 😉

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