Recensione della quinta stagione di Grace and Frankie: un equilibrio comico vintage che sembra ancora funzionare

Okay, okay… Forse il titolo è un po’ troppo pretenzioso, ma vi assicuro che è azzeccato. L’idea che, più di tutte, mi è balzata in testa, durante la visione dell’ultima stagione di Grace and Frankie (che ho finalmente recuperato) è che la serie della Kauffman e di Morris sia un po’ un prodotto anacronistico (ma, capitemi, non è mia intenzione demolirlo). Mi ricorda un po’ una serie anni ’90, in cui le atmosfere comiche sono create per il mezzo di espedienti ripetitivi, ma sempre efficaci.

Faccio un esempio per chiarirmi. Avete presente che Sol, durante la stagione, adotta un cane? Bene, quante volte abbiamo visto in televisione o al cinema un personaggio comico iniziare ad adorare il cane più del proprio partner? Milioni. Eppure, comunque, funziona. Ma anche gli sfottò sugli eccessi della chirurgia estetica dell’ultimo episodio… Niente di nuovo sotto al sole.

La Kauffman, Morris e gli sceneggiatori delle singole puntate hanno cercato di dare fondo a una sorta di materiale “classico” di una comicità, tutto sommato, “perbene” e adatta a qualsiasi età, per creare un programma gradevole.

Il fatto che le protagoniste siano così attempate (e, davvero, io stimo la Fonda e la Tomlin, che, alla loro età, hanno un’energia da vendere) è un vantaggio per gli effetti comici fino ad un certo punto. Infatti, se all’inizio era tutto incredibilmente più comico per via dell’anzianità delle due protagoniste, adesso, invece, col passare delle stagioni, ci si scontra con la difficoltà di creare sempre contenuti e storie nuove per personaggi che non possono certo vivere qualsiasi tipo di esperienza.

Tuttavia, malgrado i limiti e le difficoltà, la serie è stata piacevole. Un comedy sempre perfetto per passare un po’ di tempo in spensieratezza. Devo fare i complimenti agli sceneggiatori per aver portato sin qui (e la serie è stata rinnovata per una sesta stagione) il progetto, e voglio proprio vedere se riescono a stupirmi ancora, anche con la prossima stagione.

L’unica pecca di questa stagione, secondo me, è il fatto che i personaggi secondari (si legga i figli delle protagoniste) si stanno manifestando più deboli di quanto credessi. Hanno un potenziale con le storyline legate a Brianna (che si è preferito non sfruttare ancora), ma per quanto riguarda gli altri personaggi, ad eccezione, ovviamente, degli ex mariti (interpretati da Martin Sheen e Sam Waterson), siamo davvero ai minimi storici. Non mi convincono né Bud, né Coyote e Mallory è un personaggio da ricostruire. Credo che, nella prossima stagione, per evitare di essere fin troppo ripetitivi, bisognerà porre l’attenzione su questi personaggi e cercare di trasformarli in un fattore per la serie.

4 commenti

  1. Concordo sui personaggi secondari. Si sono focalizzati sulle protagoniste, tralasciando un po’ troppo i figli. Che tra l’altro mi piacciono molto e vorrei vedere più sfruttati. Sono curiosa di vedere la prossima!

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