Libri contro Serie TV

Proprio ieri, sul mio profilo Instagram, ho lanciato un sondaggio. La domanda che facevo ai miei followers era la seguente: preferite i libri o le serie tv?

Sembrerebbe un po’ come chiedere “preferisci la pizza o il tiramisù”, due cose talmente diverse da non poter creare un antagonismo. Tuttavia, ritengo che le serie televisive siano entrate prepotentemente nel mondo della lettura (nel mondo dei lettori, quanto meno). 

serieeee

Partiamo dal fatto che le serie televisive, ogni anno, adattano per la televisione decine e decine di libri, più o meno di successo. E questa è un’indicazione chiara: i prodotti televisivi del ventunesimo secolo hanno bisogno di una struttura a sostegno, che offra molti spunti e dettagli. Non basta più orientarsi, puntata dopo puntata, stagione dopo stagione, tastando il gusto del pubblico televisivo. No, la storia alla base dello show deve essere completa, dettagliata e tridimensionale. Una storia che può, quindi, incarnare solo la forma del romanzo. La trasformazione dei lettori in “tv series addicted” non può prescindere da rievocare le stesse strutture, gli stessi temi e la stessa complessità della letteratura, ma con un ritmo narrativo “più amichevole” per lo spettatore. 

Ma se le serie TV si stanno “specializzando” nel trasformare i romanzi in qualcosa di più reale, di più immediato (e di meno impegnativo), bisogna rendersi conto che questo non può che andare a svantaggio della lettura. Specialmente nel nostro Paese si è assistito a un progressivo successo della serialità televisiva a discapito del libro. Molti non batterebbero ciglio ad ammettere di preferire guardare un paio di puntate piuttosto che leggere una ventina di pagine.

serie

E l’appassionato di serie è, quasi sempre, un lettore o un ex lettore. Sebbene, ormai le serie siano diventate un prodotto ultra-popolare, che coinvolge anche persone con bagagli culturali meno elevati e soggetti meno inclini alla lettura. Ma, comunque, rimane il fatto che, se in passato film e libri sono sempre stati due mondi separati, libri e serie tv sembrano in diretto antagonismo. 

La cosa che mi consola è che il sondaggio è stato vinto dai libri, con tredici voti contro sette. Certo, non è un campione attendibile, ma è già qualcosa… Significa che continuano a esistere persone che ritengono che il piacere della lettura non possa essere surrogato da altro intrattenimento. Le storie sono sempre meravigliose, e io le amo incondizionatamente (tant’è che parlo di libri, serie tv e film sul blog), ma penso che quello che può regalare un romanzo difficilmente può essere uguagliato. Un romanzo ti fa compagnia per giorni, settimane. Diventa un compagno di viaggio e soprattutto ti dischiude l’interezza di un mondo narrativo, che puoi indagare con la tua mente e nella tua calma, decidendo tu i tempi con cui “assorbire” la storia.

E voi che ne pensate? Preferite i libri o le serie televisive? 

25 pensieri riguardo “Libri contro Serie TV

      1. Prego 🙂
        Una volta ci si poneva la stessa domanda a proposito di libri e film. E, per quanto mi riguarda, devo dire che, se non ho mai trovato una serie tv migliore del libro da cui è stata tratta, con il cinema le cose cambiano un po’. Non sempre, ma succede che il film sia meglio riuscito – o, almeno, che a me sembri così 😉
        Faccio solo due esempi, molto diversi fra loro: Via col vento e i film di Ron Howard tratti dai libri di Dan Brown. Superfluo aggiungere che il primo è un capolavoro e gli altri no, però in entrambi i casi ho apprezzato più i film dei libri.

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  1. Nei libri sei tu l’artefice del mood, dell’universo in cui si ci muoverà durante la lettura, dell’atmosfera che si respira pagina dopo pagina. Nelle serie TV è tutto preconfezionato, anche se alcune sono davvero ben confezi

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  2. La televisione è sempre stata considerata la responsabile del calo dei lettori (in realtà è stata considerata responsabile di quasi qualsiasi cosa), probabilmente a causa del maggiore investimento di tempo che richiede al contrario del cinema. In realtà non sono due esperienze così diverse: entrambi sono testi narrativi che vengono consumati a puntate, solo che in un caso sono già confezionate, nell’altro decidi tu quando smettere e poi ricominciare.
    Resta il fatto che se potessi vivere benissimo senza serie tv, senza libri decisamente no!

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    1. Era uno spunto di riflessione.
      Si dice sempre più spesso che le serie tv tendano a distogliere i lettori meno appassionati (ma in fondo l’ho già detto nell’articolo) dal mondo della lettura. Tutto qua. Era uno spunto di discussione, non ho mai detto che siano la stessa cosa.

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  3. Secondo me, il motivo per cui si adattano le storie da un formato a un altro è che la transmedialità, se la storia è buona, paga: a una storia appassionante difficilmente si nega una serie, un film, un fumetto e magari pure un videogioco – e magari riesci a vendere tutte le incarnazioni e gli spin-off ai fan.

    Personalmente, non ritengo che le serie levino seguito ai libri, chi non legge (o non legge più) di solito non lo fa perché ha la stessa minestra cotta in altro modo, ma perché la lettura è faticosa: c’è chi non ha immaginazione per far prendere vita alle storie nella sua testa, chi non sopporta le lungaggini narrative di un autore poco capace o vecchio stile, chi è davvero lento a leggere una pagina e anche chi segue una serie mentre sbriga altre faccende – magari perdendo tre quarti della storia, ma vabbè.

    Per quanto mi riguarda, una bella storia realizzata bene è piacevole a prescindere dal mezzo che la racconta, ma certi mezzi sono veicoli più rapidi e se ho poco tempo, il più veloce è sempre il fumetto – posso mangiarmi una serie di trenta volumetti (manga) in cinque ore non consecutive, ma una serie tv da ventisei episodi mi richiederà come minimo 8 ore e passa, se sono episodi brevi.
    Se poi voglio coinvolgimento, forme di narrazione come giochi di ruolo (e, in qualche misura, videogiochi) danno parecchie piste a tutto il resto.

    Non esiste un mezzo narrativo che abbia tutti i vantaggi, perché alcuni si escludono a vicenda e a quel punto si parla solo di gusti e di quanto tempo puoi dedicare a fruire di una storia 😉

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