Come approcciarsi (e scegliere) libri autopubblicati

Oggi mi è balenata l’idea per questo articolo.

Consideriamolo una sorta di tutorial su come un lettore incallito dovrebbe approcciarsi agli autori autopubblicati.

Noto, sempre più frequentemente, che il self publishing viene visto come una chimera o, alternativamente, come un grande buco nero che farà finire l’intera società ed estinguerà la cultura (neanche fosse un partito sovranista).

Partiamo da un presupposto metodologico: non bisogna mai sopravvalutarsi o guardare le cose in base al come dovrebbero essere, ma solo e soltanto al come sono nella realtà. E, quindi, capire quale lettore è potenzialmente interessato ai libri (in prevalenza ebook) degli autori self e chi sono e come lavorano coloro che si autopubblicano.

Il lettore del self publisher:

chi legge libri di esordienti e di autopubblicati è, di norma, un lettore vorace. Un lettore che sta al passo con le tecnologie e che fa browsing di ebook costantemente, in ogni momento libero. Di solito è una persona che dedica molto tempo alla lettura e che apprezza la possibilità di poter leggere un libro, pagando soltanto pochi euro.

Questo è il lettore che deve provare a raggiungere chi si autopubblica.

Ogni tentativo di attirare a sé altri tipi di lettori è pressocché controproducente.

Esistono lettori che leggono solo cartacei e, di solito, chi legge solo cartacei non ha nemmeno un account amazon o IBS. I libri li compra solo in libreria, dove il self non arriva (a meno di accordi con librai che conosce personalmente).

Esiste poi una categoria di lettori che non ha fiducia nel self publishing. Chi rientra in questa categoria quasi sempre non ha mai dato una chance al self publishing e pensa che tutti i fenomeni editoriali nati dal passaparola, in realtà, non meritavano affatto.

Diciamo che “After” e la saga di “Cinquanta Sfumature” non hanno fatto una gran pubblicità a coloro che sono venuti dopo. Quanto meno, non hanno aiutato a creare un “credito di fiducia” verso coloro che ritengono di avere gusti molto raffinati o, comunque, molto definiti.

Tra questi lettori sospettosi verso il self publishing ci sono, però, anche coloro che hanno ragione di esserlo. Che magari hanno letto il libro scritto dalla zia, cugina, trisavola e lo hanno trovato una “cagata pazzesca”, e ora non ne vogliono più sapere di leggere libri che non siano pubblicati da grandi C.E. E da questo discorso mi aggancio per parlare degli autori self.

L’autore Self:

Anche nella categoria degli autori indipendenti rientrano più tipi diversi. Proprio per questo, secondo me, bisogna distinguere fra autori e autori.

Esiste chi pubblica QUALSIASI cosa scriva. Anche quando sgrammaticata o priva di un minimo di impostazione narrativa. Di solito si capisce entro cinque/sei pagine quando l’autore non ha la minima infarinatura di scrittura creativa e sta provando a scrivere perché non ha altro da fare.

A fronte di questo scrittore amatoriale (MOLTO amatoriale), però, vi sono anche autori self che il self lo fanno per scelta – considerati i tempi MOLTO duri nel mercato editoriale attuale – o che stanno facendo gavetta per il tramite di pubblicazioni indipendenti.

Gli autori che fanno self in modo serio (sono in minoranza) esistono. E allora per i lettori è importante trovare il modo di distinguere libri leggibili e autori validi da libri illegibili scritti da disperati della penna. Quindi…

Come approcciarsi ai libri autopubblicati:

Questa parte dell’articolo è dedicata a chi non è un lettore occasionale e/o snob che ha bisogno di leggere solo un libro in cima alle classifiche o un grande classico della letteratura.

Se non siete nella categoria descritta e pensate che, tutto sommato, non avete pregiudizi verso scritti (che, comunque, vengono venduti a pochi euro) autopubblicati, allora dovete trovare il modo di selezionare accuratamente la vostra lettura.

Trovare un buon libro autopubblicato può aiutare il lettore a far pace con una categoria intera, considerata causa della deriva letteraria italiana.

E’ sbagliato, quasi sempre, partire dalle recensioni. I lettori casuali non lasciano mai (o quasi) recensioni. Pertanto, se trovate recensioni, sono probabilmente di amici o blogger contattati dagli stessi autori: quindi non sempre attendibili.

Si deve partire dalla lettura della quarta e dell’estratto. Una buona competenza linguistica manifestata anche soltanto nella quarta è già un buon biglietto da visita.

Se poi l’incipit sembra all’altezza, allora ci sono buone probabilità che tutto il libro possa valere la pena.

Se vi siete fatti un’idea abbastanza chiara, di sicuro leggere le recensioni vi aiuterà a capire cosa dovete aspettarvi e, quindi, se effettivamente fare l’acquisto.

Ma perché, tra tanti, dovrei leggere un libro self?

Secondo me, la bellezza di un mondo editoriale senza barriere è quella di poter trovare storie su QUALSIASI cosa. Trovare racconti di nicchia e mondi che non avreste nemmeno immaginato si potessero trasformare in romanzi.

Cercare la chicca nel mare magnum degli autori self può essere una bella sorpresa.

In conclusione:

Spero che il tono leggero dell’articolo dimostri il mio intento NON polemico.

Ho scritto questo articolo davvero per fare informazione e per spiegare che bisogna saper cercare e che il solo fatto che esistano bruttissimi libri autopubblicati non significa che lo siano necessariamente tutti.

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21 commenti

  1. Io leggo di un certo numero di self publisher tali dopo un’esperienza con un editore. A me il self piace perché segui tutta la filiera, varrebbe la pena solo con un grande editore. Le recensioni sono quello che sono. Ho letto recensioni di una tizia che ho scoperto è negativa con tutti, ci sono anche questi guastatori. Leggevo tempo fa che Amazon è pieno di libri che non hanno venduto una copia e complessivamente si vende poco, tranne i più famosi. Perché allora si scrive? Lo si fa finché si pensa di avere qualcosa da dire. Se poi durante questo periodo si riuscisse ad avere fortuna, bingo!

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  2. È molto difficile dare fiducia a un libro in self-publishing. Lo è anche per i libri pubblicati da una CE, quindi figurarsi se non c’è dietro almeno un po’ di (teorica) garanzia di qualità.
    C’è troppa gente che ha qualcosa da dire e poca probabilità che qualcuno, magari il qualcuno che scegli, sia migliore di tanti altri (sia in termini oggettivi che di gusti personali).
    A meno di un gran colpo di fortuna, direi che per una autopubblicazione si può contare quasi solo su favori più o meno scambiati con amici o altri aspiranti scrittori.
    È un mondo triste con più offerta che domanda.

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    1. Come dicevo, ci sono lettori che fanno questo discorso e sono quelli che un self non raggiungerà mai.
      Mi capita (raramente) comunque di vendere libri a persone che trovano per caso il mio libro. Non è una cosa impossibile ma nemmeno facile. C’è tanta gente che vende servizi sul web e la gente non si pone il problema se sia la migliore in assoluto nel suo campo. Bisogna diventare bravi nel marketing e fare il proprio lavoro con serietà.

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  3. Io leggo solo cartaceo, e non ho account.
    Il problema è che ci sono più lettori che scrittori. Io credo che spesso la prima opera sia la cosa migliore che uno faccia. Vendere un libro a un euro non ha senso, tanto vale pubblicarlo gratis, ti fai conoscere. Prendi Paola io ho letto i suoi racconti nel blog , e non vedo l’ora di comprare il suo libro. Questo vale per l’amica non solo campagna.E potrei farti altri esempi. A me il fantasy non piace, motivo per cui non ho comprato il tuo libro.

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    1. Non volevo fare polemiche o concentrare il discorso sulle mie opere.
      Comunque sbagliato pensare che pubblicando a gratis cambi qualcosa.
      È dimostrato che non si legge quasi mai quando si prende un libro a gratis.
      Oltre a ciò sono proprio le piattaforme su cui si pubblica che ti impediscono di lasciare i libri gratuiti perché devono avere una convenienza anche loro nel fornirti degli strumenti.

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      1. Io non ho detto che devi pubblicare gratis tutto il libro, ma per esempio il blog è un modo per farti conoscere, mettere stralci può essere di aiuto.
        Poi tu sei su altre piattaforme credo che puoi fare lo stesso.
        Io i libri li prendo gratis vado in biblioteca, e se meritano poi li compro.

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    2. Per me non è affatto detto che la prima opera sia anche la migliore! C’è la possibilità di affinare la tecnica scrittoria e che vengano ottime idee successivamente!
      Pubblicare gratuitamente può essere utile/divertente farlo se si ama la scrittura come passione e hobby, ma forse dà meno soddisfazione che vendere qualcosa che si è realizzato. Può però servire per attirare e farsi conoscere scrivere/regalare qualche testo online. Può essere che qualche blogger attiri la tua attenzione o ti incuriosisca come scrive.

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      1. Da lettore, io vado in biblioteca leggo più o meno 30 40 libri l’anno. Ora il blog mi toglie del tempo. Ti posso dire che le opere prime di molti scrittori famosi rimangono nella sostanza i libri più belli, Poi come dici tu in quelli dopo migliorano la tecnica.
        Chi pubblica da solo spesso non si avvale di persone che ti possono aiutare a migliorare il testo.
        Vendere a un euro non è vendere.
        Già detto ma lo ripeto, ci sono tantissime persone che scrivono bene, ma pochissimi che abbiamo qualcosa da scrivere.

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  4. Io preferisco leggere libri cartacei (sono un’utente abituale della biblioteca comunale), e non sono molto pratica con siti come Amazon e affini (preferisco far ordinare un libro dalla libreria, se non lo trovo in vendita), ma sinceramente se riesco mi fa piacere supportare gli autori emergenti. Forse credo però sia difficile farsi conoscere. Personalmente gli unici autori emergenti con cui ho avuto modo di interagire li ho conosciuti su Facebook e qui sul blog.

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  5. Ciao, porto la mia esperienza. Io al momento leggo tre autori self: tutti e tre gli ho scoperti tramite blog su wordpress. Tutti e tre scrivono racconti o romanzi brevi. Anche alcuni saggi che rientrano nelle dimensioni (termine corretto) precedenti. Quindi se questi tre autori propongo ebook, anche autopubblicati, comunque provo a prenderli e leggerli: poi al massimo non leggo altri libri di quell’autore\autrice. Da notare: che sono un lettore compulsivo quindi un ebook non molto lungo che posso leggerlo durante i tragitti in metropolitana o in aereo, quando vado in vacanza all’estero, direttamente dal cellulare senza estrarre l’ereader mi risulta molto comodo.

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  6. Bellissimo articolo!
    Purtroppo c’è molta negatività nei lettori e il self è “snobbato”.
    Un peccato, perché secondo me ci sono dei titoli davvero interessanti.
    Secondo me già leggendo l’anteprima di Amazon si può capire se un libro può valere la pena o meno.
    Io ho trovato degli autori molto validi (tu sei uno di quelli), ragion per cui sto acquistando sempre più libri self.
    Proprio di recente ne ho acquistati tre che non vedo l’ora di leggere 🙂

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