Ci siamo! Torniamo a parlare di una serie che amo moltissimo e che è un appuntamento fisso per la fine di ogni anno, ormai. Sto parlando de “La fantastica signora Maisel” serie comedy di Amazon Prime, frutto della fortunatisisma collaborazione di Amy Sherman Palladino e Daniel Palladino.

Come sempre, potrei sdilinquirmi su quanto sia affascinante la ricostruzione storica, su quanto siano bravi gli attori (Tony Shalhoub in questa stagione, secondo me, ha persino oscurato la Brosnahan con alcune scene comedy eccezionali) e su quanto siano ben scritti i dialoghi.

Però, per la prima volta, mi sento di dire che la serie non è stata eccezionale (come nelle prime due annate), ma semplicemente molto buona. Ci sono stati degli errori anche piuttosto evidenti.

Per esempio, il ritmo della serie è stato gestito in modo molto bizzarro. Le prime sei puntate sono andate a rilento, hanno descritto la protagonista in una fase di stasi, e poi nelle ultime due si sono avuti tutti gli sviluppi e si è creato un rapidissimo build up verso la prossima stagione.

Anche i dialoghi, in questa stagione, sono stati ottimi, ma non brillanti. Non ho riso a crepapelle come sempre. La comicità è stata più tradizionale, frutto di contrasti fra i personaggi e di qualche stereotipo che funziona sempre bene nella comicità.

In generale ho avuto la sensazione che fosse una stagione di transizione, con Midge non ancora una star, ma nemmeno un’esordiente in crisi col dover gestire i doveri di madre e di attrice comica.

Continua, tuttavia, a essere interessante seguire gli sviluppi, specialmente perché la protagonista della storia continua a essere una vera bomba. Midge è praticamente la donna perfetta, così intelligente e bella da attirare una schiera di uomini tutti, a modo loro e a modo diverso, giusti per lei. L’aspetto romantico, infatti, penso che dovrà prima o poi essere esplorato in una serie che sì, è femminista e parla di indipendenza delle donne, ma che ha il difetto di aver costruito tantissime controparti maschili credibilissime per la protagonista.

Non ho amato la performance di Sterling K. Brown, che, dopo i successi di American Crime Story e il suo ruolo fortunatissimo in This is Us, interpreta un manager abbastanza macchiettistico in questa sitcom. Penso che per quel ruolo sarebbe stato meglio scegliere un personaggio meno riconoscibile (e, soprattutto, credo sia ormai chiaro che Brown se la cava meglio nei ruoli drammatici).

Ma, come detto, ho comunque trovato molto buona la serie. Mi incolla ancora allo schermo e spero che il tempo passi in fretta per scoprire le nuove avventure di Midge!

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