Recensione di “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini

La lettura della settimana è stata “Non ti muovere”, libro del 2001 di Margaret Mazzantini, vincitore tra l’altro del premio Strega.

La trama del libro ruota attorno alla storia di Timoteo, chirurgo, padre di Angela, una quindicenne che viene coinvolta in un grave incidente e rischia la vita. Nei tragici momenti d’attesa, durante i quali Angela viene operata, Timoteo passa in rassegna gli anni che avevano preceduto la nascita della figlia. Soprattutto ritorna con la mente a una relazione extraconiugale che era stata l’unica forma di amore che era riuscito a conoscere fino a quel momento.

Una storia tragica e intensa che vive tramite la penna di una Mazzantini particolarmente sentimentale.

Sono un grande estimatore della scrittrice ed è forse l’autrice di cui ho letto più libri. Proprio per questa ragione, è assai singolare per me aver letto uno dei suoi primi libri, conoscendo tutti quelli che lo hanno succeduto. Ritengo che “Non ti muovere” sia un libro intimista e sentimentale, meno brillante di quelli scritti negli anni successivi. Si affida all’intensità più che alla genialità letteraria che ho riscontrato in “Nessuno si salva da solo” o in “Venuto al mondo”.

È un libro figlio del Novecento che poco ha a che vedere con le tendenze letterarie degli ultimi anni. Quasi nessun dialogo. Si tratta di un lunghissimo flusso di coscienza di un uomo imperfetto e spaventato che si è trovato più volte di fronte a interrogativi morali e a scelte di vita assai difficili, e che, forse, solo grazie alla figlia Angela, è riuscito a dare una parvenza di una normalità a una vita di ripiego.

Nonostante il primo terzo del romanzo risulti davvero “pesante” – la Mazzantini parte in quarta con le emozioni e si capisce subito che la storia non sarà granché dinamica – è una lettura che consiglio e che, alla fine della lettura, mi ha coinvolto tantissimo. Mi ha emozionato e “stravolto la pancia”, tanta è stata la compartecipazione emotiva che ho avuto leggendo la storia di Timoteo e della donna di cui si era innamorato, Italia.

Malgrado lo squallore apparente della storia di Timoteo, la Mazzantini attraverso il suo protagonista riesce a rendere chiaro come spesso non sia facile vivere nemmeno la vita dalla copertina perfetta che gli altri potrebbero invidiare. La mente umana gioca brutti scherzi e non possiamo mai essere padroni dei nostri sentimenti.

Ho scoperto solo dopo aver letto il libro che anche da “Non ti muovere” è stato tratto un film che, a questo punto, spero di poter recuperare presto!

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