Temptation Island è un programma pericoloso e antifemminista?

Qualche giorno fa vi avevo anticipato che stavo valutando l’idea di seguire, in chiave ironica, Temptation Island per il blog.

Come avrete notato, alla fine l’idea non si è trasformata in un progetto effettivo. Devo ammettere, infatti, che la prima puntata del programma mi ha scoraggiato e mi ha portato a riflettere seriamente sul programma condotto da Filippo Bisciglia.

Oggi, però, voglio approfondire il discorso, approfittando della critica di Aldo Grasso allo show targato mediaset, in cui, a dire del giornalista di Corsera, la donna fa sempre la parte della “zerbinata”.

Un programma di successo

Malgrado sia un programma piuttosto trash, in cui delle coppie – più o meno – disfunzionali vanno in Sardegna, in un magnifico resort, per 21 giorni, circondati da single pronti a farli cadere in tentazione, Temptation Island è uno dei programmi italiani più conosciuti e seguiti durante l’estate. Anche la prima puntata di questa stagione è stata un grande successo in termini di ascolti (22%).

Quello che sorprende, infatti, è che, pur essendo un prodotto televisivo disimpegnato e rivolto principalmente a un pubblico poco esigente, Temptation Island viene visto, commentato e parodiato da un pubblico assai variegato.

Ma facciamo bene a guardare Temptation Island?

Okay, so che non tutti di noi lo guardiamo, ma si tratta comunque di uno show conosciuto e con molto seguito in Italia. Questo significa, quindi, che al pubblico italiano piace un format televisivo che vede queste coppie alle prese con le tentazioni fornite da tette al vento, labbra gonfiate e addominali chilometrici.

Tuttavia, ci sono alcuni schemi che si ripetono troppo spesso e che mi hanno portato, anche quest’anno, a rinunciare di seguire il reality per il blog. Questi schemi comportamentali dei partecipanti, mi portano a chiedermi se non sarebbe il caso di prendere le distanze da Temptation Island.

Il fatto che faccia ascolti record un programma in cui, quasi sempre, le donne soffrono e si disperano per come si comportano i partner, troppo presi di sé per preoccuparsi del dolore che infliggono alle compagne, mi fa sorgere più di un dubbio.

Dovremmo sfruttare Temptation per criticare la società, non (solo) per riderne

Quello che penso è che Temptation Island dovrebbe essere prodotto in modo differente. Troppo poco e troppo raramente i produttori e il conduttore danno indicazioni agli spettatori.

In qualche modo, fanno apparire quasi normale – dato che la narrazione di Temptation è “neutra” e priva di commento – che gli uomini tradiscano, disprezzino le partner, le sfruttino come “domestiche” e rinneghino pubblicamente i sentimenti per le stesse donne che fanno dei salti mortali per loro, accettano qualsiasi mancanza di rispetto e (qualche volta) li mantengono pure. 

Quello che mi stupisce, però, non è tanto che queste situazioni accadano e vengano raccontate in televisione, ma che accadano nella realtà e che tutti siamo convinti che questi modelli comportamentali siano piuttosto veritieri e comuni nella nostra società.

Per questa ragione, piuttosto che fare il censore e dire che un programma di successo dovrebbe essere cancellato, mi chiedo se non sarebbe meglio che queste esperienze possano servire davvero alle donne (e agli uomini, nei casi in cui accade) che pensano di non valere niente al di fuori di una relazione. Sarebbe bello se ci fosse un tentativo di “educare” le persone al rispetto di se stesse, perché alla fine la più bella storia che potrebbe raccontare Temptation Island è una storia di riscatto e rinascita.
Finalmente ci si accorge che il proprio partner è un egomaniaco (spesso neanche troppo attraente), affetto dalla malattia delle donne, che proprio non può essere calato in una relazione sentimentale in cui alla base sussista il rispetto.

Con che spirito guardare Temptation Island

Sui social si scherza, si fanno video, parodie e articoli dedicati al programma. E, in fondo, quasi sempre chi parla e analizza il programma mediaset è una persona con sufficiente intelligenza da prendere in giro i protagonisti e da mandare messaggi positivi ai lettori. Da questo esempio bisognerebbe prendere spunto. Sarebbe bene se questo stesso spirito di approcciarsi al programma si diffondesse a tutto il pubblico.

Conclusioni:

Non mi dispiacerebbe, dunque, se, piuttosto che cancellare il programma, venisse riformulato e venisse introdotta una voce narrante e magari un approfondito confronto con quelle persone che, all’interno dell’esperienza televisiva, si accorgono di tutti i propri errori e di ttute le problematiche derivanti dalla dipendenza emotiva. Sarebbe bello se programmi nati per prendersi poco sul serio divenissero un’occasione per creare una nuova realtà sociale, improntata sull’equiparazione fra donne e uomini, in cui è chiaro che nessuno dovrebbe MAI accontentarsi quando si parla di amore.

5 pensieri riguardo “Temptation Island è un programma pericoloso e antifemminista?

  1. Bisogna vedere quanto sia sincero quel programma: persone fredde e crudeli ce ne sono da ambo le parti e se in Temptation si vedono solo uomini gelidi che sfruttano donne ingenue, è possibile che si stia cercando di costruire una narrazione agiografica di martirio a uso di chi apprezza le soap opera.
    Se ci pensi, così il programma diventa una soap, ma con il vantaggio che, essendo “””vero””” (tripli apici d’obbligo) aumenta l’immedesimazione. E hai anche la Barbarella nazionale del pomeriggio servita peri mesi a venire.

    Diversamente, se il programma è sincero e i suoi partecipanti pure, smette di essere intrattenimento e diventa materiale per antropologi culturali (una ricerca sull’omologazione tra i sessi in Italia, per esempio).
    ‘sto programma è così anche all’estero?

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  2. Io ricordo di aver visto scene di trash epico di uomini che “scappavano” dalla loro parte di villaggio seguiti da poveri cameraman per raggiungere la loro bella e portarla via.
    Comunque hai ragione. L’immagine che viene fuori della donna è sempre quella di una che non vede l’ora di essere sposata, madre e perdona la qualunque. Anche a poco più di 20anni. Ed è molto triste.
    Mchan
    Ps: ma non dovrebbe esserci la figura di uno psicologo? Una terapia di coppia sarebbe più interessante da vedere.

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