Temptation Island 2020: la “brutta figura” delle donne del programma

Torniamo a parlare di Temptation

Qualche settimana fa, parlavo in questo articolo di quanto potesse rivelarsi dannoso un programma come Temptation Island e di quanto potesse risultare antifemminista.

Oggi vorrei parlare di tutti quei messaggi che sarebbero dovuti uscire fuori durante l’ultima edizione.

Ho letto, infatti, diversi articoli dedicati alla “pessima figura” delle donne che vi hanno partecipato e oggi vorrei fare una piccola analisi per dire quello che sarebbe dovuto emergere e che, invece, lo spettatore medio da casa non sarà nemmeno riuscito a percepire. 

Avremmo avuto bisogno dei sottotitoli

Così come la redazione ha messo in sovrimpressione la scritta con cui spiegava ai telespettatori che Anna voleva fare ingelosire il fidanzato, sarebbe stato bene se il programma si fosse impegnato di più a far capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in una relazione.

Sfortunatamente, infatti, il format continua a essere difettoso nel suo essere smodatamente imparziale e privo di giudizi valoriali sul comportamento dei partecipanti.

Bisciglia c’ha pure provato, povera stella, a far capire che certe cose non sono ammissibili, ma quello a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo veramente sconcertante e che ha messo in evidenza una certa realtà sociale legata al mondo femminile che non può che essere considerata preoccupante.

Ho appena letto un articolo in cui si affermava che le associazioni femministe dovrebbero far causa alle partecipanti di questa edizione (Manila Lazzaro esclusa) e io vorrei partire da questo spunto per analizzare quelle dinamiche che sono emerse in questa edizione del programma. 

Le “strane” donne di Temptation

Ho usato l’aggettivo strano nel titolo del paragrafo perché voglio illudermi che le donne di questa edizione non siano la regola, ma siano solamente un esempio di dinamiche relazionali sbagliate. 

Antonella Elia

La prima donna di cui bisogna parlare è, senza ombra di dubbio, Antonella Elia. 

Credo che la storia della ex showgirl che fatica ad accettare la solitudine fosse emersa già con la partecipazione, qualche anno fa, di Valeria Marini. Ma se la Marini era andata a Temptation per fare spettacolo e mettersi in mostra, risultando troppo persa nel suo mondo per lasciarsi scalfire dalle cattiverie del suo uomo, la Elia ci è apparsa fin troppo vulnerabile. 

Che poi, intendiamoci, se la persona con cui stiamo ci riempisse di insulti pesanti e non facesse altro che dirci quanto siamo patetici, dopo averci pure traditi, con un bacio adolescenziale scappato nel primo angolo buio a disposizione, ci starebbe tutta la nostra vulnerabilità. Sfido io a non rimanerci male. 

Ma credo che sia stato tutto troppo quello che è uscito fuori perché la Elia riuscisse a perdonare il compagno con quella facilità, dopo un’iniziale resistenza. 

Anna, la “burattinaia”

Ma il fondo, per me, lo si è toccato con Anna. Cioè io una donna che va in televisione e si fa palpare il culo per fare soffrire il compagno al fine di farsi ingravidare non l’ho mai vista e mai avrei pensato di vederla.

Il fatto è che questa televisione, reality-based, è riuscita a fare emergere una realtà esistente ma che è quanto mai odiosa da vedere in televisione.

Anna ha evidentemente fatto capire che lei desidera essere ingravidata per essere poi mantenuta dal compagno e che è disposta a farlo soffrire pur di avere da lui quello che vuole (sicurezza economica, togliersi i capricci e smettere di lavorare per farsi mantenere). 

Un momento di televisione così basso da risultare quasi incommentabile. 

Siamo alle solite

Le altre storie di Temptation erano, invece, il solito cliché. Sia Valeria che Annamaria sono due donne che soffrono di dipendenza emotiva. La prima perché è nelle mani di un manipolatore che la butta a terra e la fa sentire una nullità per tenerla legata a sé, l’altra che, pur di non rimanere sola e di avere quello che – a suo dire – è un compagno piacente, sarebbe disposta ad accollarsi quaranta paia di corna, ognuna di un modello e colore diverso. E meno male che è andata dicendo che era una donna con le “palll”. 

Il mio pensiero

Credo che sarebbe bene riflettere di più su quella che è la dipendenza emotiva e sui rischi connessi. 

Bisognerebbe sfruttare le piattaforme e la mediaticità offerte dalla televisione per lanciare messaggi corretti. 

Vedere certe bassezze in televisione, infatti, mi porta a riflettere seriamente. 

Bisogna davvero farsi qualche domanda in più e cercare di instaurare relazioni sentimentali sane. Troppo spesso la paura di rimanere soli e l’insicurezza giocano brutti scherzi e portano le parti più deboli di una coppia (in questa edizione del programma, le donne, a eccezione del caso di Anna) a rimanere in balia di dinamiche sbagliate. Non bisogna accettare tutto dalla persona che dice di amarci. Anzi, bisogna sentirsi tutelati dalla persona che si ama, che non può e non deve mai diventare un nemico del nostro benessere. 

13 pensieri riguardo “Temptation Island 2020: la “brutta figura” delle donne del programma

  1. A me stupisce questa cosa che le donne del programma sarebbero rappresentative dell’intero genere femminile: è un concetto ridicolo, e spero che l’invito alla denuncia sia solo una provocazione imbecille XD
    Se qualcuno dicesse che ogni mia scelta andrebbe letta come “rappresentativa” di tutti gli uomini, non uscirei più di casa e non parlerei più a nessuno, per non correre rischi 😕

    Detto ciò, non ho seguito il programma e speravo nei tuoi riassunti spiritosi, ma forse eri troppo occupato a raccogliere la mascella XD
    Mi chiedo se non ci sia un copione, dietro questo programma, perché riuscire a trovare solo donne con assetti mentali equiparabili richiederebbe delle selezioni impegnative.

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    1. Ho scritto nell’articolo linkato che proprio non me la sono sentita di fare riassunti ironici. Proprio non c’era nulla da ridere quest’anno.
      Comunque è ovvio che vista una donna, conosci tutte le donne, però tanti parlano di femminismo di questi tempi. E di sicuro nei reality le donne sembrano lontanissime dai concetti propugnati dal femminismo.
      Sai che anche io mi sono chiesto nelle altre edizioni se ci fosse un copione. Ma penso che quest’anno era tutto così drammaticamente “basso” che non penso possa essere frutto di uno sceneggiatore.

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      1. Certo, ovviamente. Era uno spunto di riflessione, non voglio incarcerare le persone che soffrono di dipendenza emotiva. Io stesso ho avuto una marea di problemi sentimentali, mai farei il nazista su questo. Insomma, non pensare sempre male quando scrivo i miei articoli. Sono tutto fuorché uno che ama fare di tutta l’erba un fascio. Ho voluto semplicemente parlare delle dinamiche che sono uscite fuori in un reality 😉

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      2. Non era mia intenzione sostenere quello, solo che mi sei sembrato un po’ stupito dell’autolesionismo delle partecipanti di cui hai parlato 😛
        Immagino che di persone che sabotano la loro tranquillità ne avrai viste un po’ anche tu (magari l’avrai fatto anche tu, ogni tanto, senza renderlo uno stile di vita costante. O magari no. A me è capitato quand’ero più giovane).

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  2. Scusa se mi permetto, ma mi sembra che tu parta dall’assunto che quello che si vede in questo tipo di programmi sia tutto vero: comportamenti, dialoghi, reazioni. Io non guardo mai questo tipo di televisione, ma quel poco che trapela da spezzoni intravisti per sbaglio, mi ha dato l’idea che sia tutto finto, programmato, recitato secondo un copione già scritto. E tutto sommato è anche peggio, perché questo significa che qualcuno crea questo tipo di situazioni a tavolino, e queste donne (e uomini, perché anche i maschietti non è che facciano una gran bella figura…) si prestano alla messinscena. E’ uno stupro premeditato della nostra intelligenza.

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    1. Puoi permetterti tutto quello che vuoi. Non censuro nessuno.
      Per quanto mi riguarda, il tipo di storie che ho visto quest’anno mi ha portato a credere che siano verosimili.
      Tra l’altro non è così raro che ci siano queste dinamiche in un certo tipo di coppie. Se pensiamo anche che queste coppie sono state scelte fra centinaia per creare un determinato “spettacolo”, tendo a dare il beneficio del dubbio.
      Prescindendo dal realismo comunque i miei discorsi sull’importanza di non ricadere in relazioni malate e nella dipendenza emotiva rimangono comunque validi come lo sono (a maggior ragione se si tratta di una sceneggiatura) i miei discorsi sulla rappresentazione del mondo femminile.

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      1. Infatti concordo con te che se è tutto già scritto, è anche peggio. Può darsi che come dici tu esistano coppie in cui si creano queste dinamiche malate, ed è veramente triste. Sul beneficio del dubbio, non saprei, ormai in televisione si vede di tutto e di più, pur di fare audience.

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  3. Da quello che ho letto in giro mi si è accapponata la pelle.
    Fingano o meno.
    Anzi, se hanno recitato pure peggio perché uscire in questo modo per un po’ di visibilità e due spicci è proprio triste (a parte la Elia che lo fa per professione).
    Ribadisco che dovrebbero affiancare la figura di uno psicologo se non ai concorrenti quanto meno che spieghi al pubblico quelle che dovrebbero essere le normali dinamiche di una coppia. Sarebbe anche più interessante come programma perché per come è ora io non ci vedo nulla di avvincente, se non la soddisfazione dello spettatore medio di poter dire che la sua relazione, seppure con molti difetti, è migliore di quella mostrata.
    Mchan

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